Meinert scrive a Levi per aggiornarlo sui lavori all'edizione di Se questo è un uomo, ora in programma per il 1982. Lo informa di aver richiesto un commento a Fred Wander, ex prigioniero nei campi di concentramento nazisti.
Egr. Dott. Primo Levi
c/o Giulio Einaudi editore
Casella postale 245
Via Umberto Biancamano 1
10100 Torino
Italia
Berlino, 27-1-1981
Caro dottor Levi,
è passato parecchio tempo da quando Lei ha sentito di noi.
Infatti ci siamo visti costretti di rinviare – per motivi di struttura interna del programma 1981 – la nostra edizione di Se questo è un uomo. Adesso figura nel programma per il 1982 e ci occupiamo dei lavori preparativi. In questo rapporto abbiamo chiesto ad un noto scrittore del nostro paese, Fred Wander, che fu detenuto per anni in vari campi di concentramento nazisti, di leggere il Suo libro[1] e di scrivere eventualmente un commento per la nostra edizione. Fred Wander si è mostrato appassionato dalla lettura, ci ha promesso di scriverci una «Nachwort» e si propone di scriverle in questi giorni per chiederle chiarimenti[2] su alcuni punti. Le annunciamo la sua lettera[3] e riteniamo utile presentarle lo scrittore in brevi parole.
Fred Wander è austriaco di origine ebrea, nato nel 1917 a Vienna. Negli anni trenta ha vissuto temporaneamente in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Francia, facendo vari mestieri (fra l’altro staffiere, cameriere, imbianchino, grafista, fotografo) fino ad essere internato in Francia, nel 1939. Dopo l’invasione della Francia fu deportato in Germania e trascorse gli anni della guerra in diversi campi di concentramento. Liberato nel ’45 da Buchenwald, si fece giornalista in Austria, fino a trasferirsi nel 1955 nella RDT dove vive come scrittore libero professionista, onorato di notevoli premi letterari. Fra i suoi libri di prosa, drammi e libri di viaggi (in Francia e in Olanda) vorrei menzionare soprattutto Der siebente Brunnen (1971) e Ein Zimmer in Paris (1975). Nel primo descrive la sua esperienza del campo nazista e la difficoltà del sopravvivere in quel mondo. Lo fa in chiave letteraria molto differente dalla Sua, ma per certi aspetti anche vicina nell’esposizione non velata della vita quotidiana nel campo.[4] Crediamo che Le può interessareil libro, e Le mandiamo un campione con plico a parte.
Ci auguriamo che un dialogo[5] fra due scrittori della stessa origine e generazione, ma di paese differente, che furono colpiti dalla stessa sorte inumana nei campi nazisti, possa arricchire la nostra edizione del Suo libro. Proponendo questo, ci rendiamo anche conto che il libro, pubblicato oggi, si deve confrontare con un pubblico che nella sua maggioranza non ha vissuto il periodo nazista e quindi ignora molte cose.
Speriamo che Lei sarà d’accordo con questa proposta e che si stabilirà un buon contatto con Fred Wander, che ci tiene molto.
Voglia gradire i miei più cordiali saluti
AUFBAU-VERLAG
Lektorat Auslandsliteratur
Joachim Meinert
Egr. Dott. Primo Levi
c/o Giulio Einaudi editore
Casella postale 245
Via Umberto Biancamano 1
10100 Torino
Italia
Berlino, 27-1-1981
Caro dottor Levi,
è passato parecchio tempo da quando Lei ha sentito di noi.
Infatti ci siamo visti costretti di rinviare – per motivi di struttura interna del programma 1981 – la nostra edizione di Se questo è un uomo. Adesso figura nel programma per il 1982 e ci occupiamo dei lavori preparativi. In questo rapporto abbiamo chiesto ad un noto scrittore del nostro paese, Fred Wander, che fu detenuto per anni in vari campi di concentramento nazisti, di leggere il Suo libro[1] e di scrivere eventualmente un commento per la nostra edizione. Fred Wander si è mostrato appassionato dalla lettura, ci ha promesso di scriverci una «Nachwort» e si propone di scriverle in questi giorni per chiederle chiarimenti[2] su alcuni punti. Le annunciamo la sua lettera[3] e riteniamo utile presentarle lo scrittore in brevi parole.
Fred Wander è austriaco di origine ebrea, nato nel 1917 a Vienna. Negli anni trenta ha vissuto temporaneamente in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Francia, facendo vari mestieri (fra l’altro staffiere, cameriere, imbianchino, grafista, fotografo) fino ad essere internato in Francia, nel 1939. Dopo l’invasione della Francia fu deportato in Germania e trascorse gli anni della guerra in diversi campi di concentramento. Liberato nel ’45 da Buchenwald, si fece giornalista in Austria, fino a trasferirsi nel 1955 nella RDT dove vive come scrittore libero professionista, onorato di notevoli premi letterari. Fra i suoi libri di prosa, drammi e libri di viaggi (in Francia e in Olanda) vorrei menzionare soprattutto Der siebente Brunnen (1971) e Ein Zimmer in Paris (1975). Nel primo descrive la sua esperienza del campo nazista e la difficoltà del sopravvivere in quel mondo. Lo fa in chiave letteraria molto differente dalla Sua, ma per certi aspetti anche vicina nell’esposizione non velata della vita quotidiana nel campo.[4] Crediamo che Le può interessareil libro, e Le mandiamo un campione con plico a parte.
Ci auguriamo che un dialogo[5] fra due scrittori della stessa origine e generazione, ma di paese differente, che furono colpiti dalla stessa sorte inumana nei campi nazisti, possa arricchire la nostra edizione del Suo libro. Proponendo questo, ci rendiamo anche conto che il libro, pubblicato oggi, si deve confrontare con un pubblico che nella sua maggioranza non ha vissuto il periodo nazista e quindi ignora molte cose.
Speriamo che Lei sarà d’accordo con questa proposta e che si stabilirà un buon contatto con Fred Wander, che ci tiene molto.
Voglia gradire i miei più cordiali saluti
AUFBAU-VERLAG
Lektorat Auslandsliteratur
Joachim Meinert
Egr. Dott. Primo Levi c/o Giulio Einaudi editore Casella postale 245 Via Umberto Biancamano 1 10100 Torino Italia
Berlin, 27-1-1981
Dear Dr. Levi,
It has been quite a while since you heard from us.
In fact, we have found ourselves obliged to postpone – for reasons involving the internal structure of the 1981 program – our edition of If This Is a Man. It is now included in the program for 1982 and we are busy with the preparatory work. In this connection, we have asked a well-known author from our country, Fred Wander, who was a prisoner for years in various Nazi concentration camps, to read your book[1] and, perhaps, write a comment for our edition. Fred Wander proved to be enthusiastic after reading it and has promised to write an “Afterword;” he intends to write to you in the next few days to ask you to explain[2] a few points. We wish to let you know about his letter,[3] and we think it might be useful to present the author to you in a few words.
Fred Wander is an Austrian of Jewish origin; he was born in 1917 in Vienna. In the 1930s, he lived temporarily in Italy, Switzerland, Germany, Austria and France, doing various jobs (including groom, waiter, house painter, graphic artist, photographer) until he was interned in France in 1939. After France was invaded, he was deported to Germany and spent the war years in various concentration camps. He was freed in’45 from Buchenwald and became a journalist in Austria, until, in 1955, he moved to the German Democratic Republic, where he lives as a freelance author and has been honored with important literary prizes. Among his prose works, plays, and travel books (France and Holland), I’d like to mention above all Der siebente Brunnen (1971) and Ein Zimmer in Paris (1975). In the former, he describes his experience in Nazi camps and the difficulties of surviving in that world. He does so in a literary style that is very different from yours, but under certain aspects it is similar in its vivid exposition of daily life in the camp.[4] We believe you may be interested in the book, and are sending you a copy under separate cover.
We hope that a dialogue[5] between two authors of the same origin and generation, but from different countries, who shared the same cruel fate in the Nazi camps, might enhance our edition of your book. Proposing this, we also realize that your book, if published today, must contend with a public that, in its majority, did not experience the Nazi period and, thus, is unaware of many things.
We hope that you will agree with this proposal and that a fruitful contact will be established with Fred Wander, who is looking forward to it very much.
Please accept my most cordial greetings
AUFBAU-VERLAG Lektorat Auslandsliteratur Joachim Meinert
Egr. Dott. Primo Levi
c/o Giulio Einaudi editore
Casella postale 245
Via Umberto Biancamano 1
10100 Torino
Italia
Berlino, 27-1-1981
Caro dottor Levi,
è passato parecchio tempo da quando Lei ha sentito di noi.
Infatti ci siamo visti costretti di rinviare – per motivi di struttura interna del programma 1981 – la nostra edizione di Se questo è un uomo. Adesso figura nel programma per il 1982 e ci occupiamo dei lavori preparativi. In questo rapporto abbiamo chiesto ad un noto scrittore del nostro paese, Fred Wander, che fu detenuto per anni in vari campi di concentramento nazisti, di leggere il Suo libro[1] e di scrivere eventualmente un commento per la nostra edizione. Fred Wander si è mostrato appassionato dalla lettura, ci ha promesso di scriverci una «Nachwort» e si propone di scriverle in questi giorni per chiederle chiarimenti[2] su alcuni punti. Le annunciamo la sua lettera[3] e riteniamo utile presentarle lo scrittore in brevi parole.
Fred Wander è austriaco di origine ebrea, nato nel 1917 a Vienna. Negli anni trenta ha vissuto temporaneamente in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Francia, facendo vari mestieri (fra l’altro staffiere, cameriere, imbianchino, grafista, fotografo) fino ad essere internato in Francia, nel 1939. Dopo l’invasione della Francia fu deportato in Germania e trascorse gli anni della guerra in diversi campi di concentramento. Liberato nel ’45 da Buchenwald, si fece giornalista in Austria, fino a trasferirsi nel 1955 nella RDT dove vive come scrittore libero professionista, onorato di notevoli premi letterari. Fra i suoi libri di prosa, drammi e libri di viaggi (in Francia e in Olanda) vorrei menzionare soprattutto Der siebente Brunnen (1971) e Ein Zimmer in Paris (1975). Nel primo descrive la sua esperienza del campo nazista e la difficoltà del sopravvivere in quel mondo. Lo fa in chiave letteraria molto differente dalla Sua, ma per certi aspetti anche vicina nell’esposizione non velata della vita quotidiana nel campo.[4] Crediamo che Le può interessareil libro, e Le mandiamo un campione con plico a parte.
Ci auguriamo che un dialogo[5] fra due scrittori della stessa origine e generazione, ma di paese differente, che furono colpiti dalla stessa sorte inumana nei campi nazisti, possa arricchire la nostra edizione del Suo libro. Proponendo questo, ci rendiamo anche conto che il libro, pubblicato oggi, si deve confrontare con un pubblico che nella sua maggioranza non ha vissuto il periodo nazista e quindi ignora molte cose.
Speriamo che Lei sarà d’accordo con questa proposta e che si stabilirà un buon contatto con Fred Wander, che ci tiene molto.
Voglia gradire i miei più cordiali saluti
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Joachim Meinert
Egr. Dott. Primo Levi
c/o Giulio Einaudi editore
Casella postale 245
Via Umberto Biancamano 1
10100 Torino
Italia
Berlino, 27-1-1981
Caro dottor Levi,
è passato parecchio tempo da quando Lei ha sentito di noi.
Infatti ci siamo visti costretti di rinviare – per motivi di struttura interna del programma 1981 – la nostra edizione di Se questo è un uomo. Adesso figura nel programma per il 1982 e ci occupiamo dei lavori preparativi. In questo rapporto abbiamo chiesto ad un noto scrittore del nostro paese, Fred Wander, che fu detenuto per anni in vari campi di concentramento nazisti, di leggere il Suo libro[1] e di scrivere eventualmente un commento per la nostra edizione. Fred Wander si è mostrato appassionato dalla lettura, ci ha promesso di scriverci una «Nachwort» e si propone di scriverle in questi giorni per chiederle chiarimenti[2] su alcuni punti. Le annunciamo la sua lettera[3] e riteniamo utile presentarle lo scrittore in brevi parole.
Fred Wander è austriaco di origine ebrea, nato nel 1917 a Vienna. Negli anni trenta ha vissuto temporaneamente in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Francia, facendo vari mestieri (fra l’altro staffiere, cameriere, imbianchino, grafista, fotografo) fino ad essere internato in Francia, nel 1939. Dopo l’invasione della Francia fu deportato in Germania e trascorse gli anni della guerra in diversi campi di concentramento. Liberato nel ’45 da Buchenwald, si fece giornalista in Austria, fino a trasferirsi nel 1955 nella RDT dove vive come scrittore libero professionista, onorato di notevoli premi letterari. Fra i suoi libri di prosa, drammi e libri di viaggi (in Francia e in Olanda) vorrei menzionare soprattutto Der siebente Brunnen (1971) e Ein Zimmer in Paris (1975). Nel primo descrive la sua esperienza del campo nazista e la difficoltà del sopravvivere in quel mondo. Lo fa in chiave letteraria molto differente dalla Sua, ma per certi aspetti anche vicina nell’esposizione non velata della vita quotidiana nel campo.[4] Crediamo che Le può interessareil libro, e Le mandiamo un campione con plico a parte.
Ci auguriamo che un dialogo[5] fra due scrittori della stessa origine e generazione, ma di paese differente, che furono colpiti dalla stessa sorte inumana nei campi nazisti, possa arricchire la nostra edizione del Suo libro. Proponendo questo, ci rendiamo anche conto che il libro, pubblicato oggi, si deve confrontare con un pubblico che nella sua maggioranza non ha vissuto il periodo nazista e quindi ignora molte cose.
Speriamo che Lei sarà d’accordo con questa proposta e che si stabilirà un buon contatto con Fred Wander, che ci tiene molto.
Voglia gradire i miei più cordiali saluti
AUFBAU-VERLAG
Lektorat Auslandsliteratur
Joachim Meinert
Egr. Dott. Primo Levi c/o Giulio Einaudi editore Casella postale 245 Via Umberto Biancamano 1 10100 Torino Italia
Berlin, 27-1-1981
Dear Dr. Levi,
It has been quite a while since you heard from us.
In fact, we have found ourselves obliged to postpone – for reasons involving the internal structure of the 1981 program – our edition of If This Is a Man. It is now included in the program for 1982 and we are busy with the preparatory work. In this connection, we have asked a well-known author from our country, Fred Wander, who was a prisoner for years in various Nazi concentration camps, to read your book[1] and, perhaps, write a comment for our edition. Fred Wander proved to be enthusiastic after reading it and has promised to write an “Afterword;” he intends to write to you in the next few days to ask you to explain[2] a few points. We wish to let you know about his letter,[3] and we think it might be useful to present the author to you in a few words.
Fred Wander is an Austrian of Jewish origin; he was born in 1917 in Vienna. In the 1930s, he lived temporarily in Italy, Switzerland, Germany, Austria and France, doing various jobs (including groom, waiter, house painter, graphic artist, photographer) until he was interned in France in 1939. After France was invaded, he was deported to Germany and spent the war years in various concentration camps. He was freed in’45 from Buchenwald and became a journalist in Austria, until, in 1955, he moved to the German Democratic Republic, where he lives as a freelance author and has been honored with important literary prizes. Among his prose works, plays, and travel books (France and Holland), I’d like to mention above all Der siebente Brunnen (1971) and Ein Zimmer in Paris (1975). In the former, he describes his experience in Nazi camps and the difficulties of surviving in that world. He does so in a literary style that is very different from yours, but under certain aspects it is similar in its vivid exposition of daily life in the camp.[4] We believe you may be interested in the book, and are sending you a copy under separate cover.
We hope that a dialogue[5] between two authors of the same origin and generation, but from different countries, who shared the same cruel fate in the Nazi camps, might enhance our edition of your book. Proposing this, we also realize that your book, if published today, must contend with a public that, in its majority, did not experience the Nazi period and, thus, is unaware of many things.
We hope that you will agree with this proposal and that a fruitful contact will be established with Fred Wander, who is looking forward to it very much.
Please accept my most cordial greetings
AUFBAU-VERLAG Lektorat Auslandsliteratur Joachim Meinert
Info
Note
Tag
Mittente: Joachim Meinert
Destinatario: Primo Levi
Data di stesura: 1981-01-27
Luogo di stesura: Berlino Est
Descrizione del documento: lettera ds. in un foglio di carta intestata. Oltre all’intestazione, il foglio presenta una parte prestampata posta tra l’indirizzo e il corpo della lettera: «Ihre Zeichen Ihre Nachricht vom Unsere Zeichen 108 BERLIN | Postfach 1217 |Französische Straße 32 | Betreff». Sotto Unser Zeichen Meinert aggiunge la siglia “Mein/ws”, con tutta probabilità il suo identificativo in casa editrice. Il foglio è anche contrassegnato da due codici alfanumerici: «87 RA Ag 426/47/70 20 4695» e uno sul margine inferiore a destra, subito sotto il piè di pagina: «BN 90 130 806». Sopra la data è presente un inserto ms. a matita di Levi: «Pregato 11/2 la sig.ra Dridso | di mandare a Meinert | 1 SQUU LSM». Si riferisce all’edizione scolastica di Se questo è un uomo uscita per la collana Letture per la Scuola Media.
Intestazione: AUFBAU-VERLAG BERLIN UND WEIMAR| Aufbau-Verlag 108 Berlin Postfach 1217 Französische Straße 32; piè di pagina: 108 BERLIN • Postfach 1217• Französische Straße 32 • Fernruf: 225421 • (Für Presse/Werbung und Vertrieb: 2001 SI) • Postscheck: Berlin 4004 | Bank: Berliner Stadtkontor, 108 Berlin, Behrenstraße 35-39, Konto 6651-11-607, Kenn-Nr. 600000 • Telegramme: Aufbauverlag Berlin Fernschreiber; Berlin II-2527. Sull’angolo in alto a destra è presente anche il logo della Aufbau Verlag, stampato in verde.
2
«ci ha promesso di scriverci un Nachwort» e «chiarimenti» sono sottolineati ms. a biro blu.
3
«annunciamo» è sottolineato ms. a matita. Sul margine interno del foglio, in corrispondenza con questa sottolineatura, è annotato ms. da Levi: «aspettarla». Cfr. Lettera 201, Fred Wander a Primo Levi, 4 febbraio 1981.
4
«anche vicina nell’esposizione non velata della vita quotidiana nel campo» è sottolineato ms. a matita.