Primo Levi risponde alle domande di Meinert, chiarendo il significato e l’origine di alcune citazioni presenti ne Il sistema periodico. Spera che La chiave a stella possa incontrare il favore dell’editore Aufbau per un’eventuale pubblicazione.
XXX 584677
Egr.sig.
J.Meinert
c/o Aufbau-Verlag
108 BERLIN – Postfach 1217
9 febbraio 1979
Caro Signor Meinert,
aspetto con impazienza il manoscritto della traduzione delSistema periodico, annunciato nella Sua gentile lettera del 24 gennaio che mi è stata girata da Einaudi, ed allego una mia fotografia recente come da Lei richiesto.
Vengo a rispondere alle domande:
p. 41 R. Fucini è uno scrittore toscano (1843-1921) vicino ai veristi se pure di minore impegno: fu autore di numerosi bozzetti in cui ritrasse soprattutto gli aspetti rurali ed arcaici della campagna toscana e della maremma.
p. 56 I lampioni erano mascherati con vetri violetti (vetro di cobalto).
p. 158 si allude ad un personaggio allegorico delPeer Gynt di Ibsen, che rappresenta la materia passiva e tutto ciò che si oppone allo slancio creativo:[1] mi pare che nell’originale si chiami «Böjet», e nella traduzione tedesca (che ho letto molti anni fa) «der Krumme».[2]
p. 223 La frase è nel mio libro Se questo è un uomo, p. 71 dell’edizione «Coralli»: ma riprende il titolo del famoso racconto diVercors (Les armes de la nuit).[3] «Si spuntano» vuol dire qui «pèrdono la punta»; nellatraduzione di H. Riedt la frase suona così: «Immer sah ich und sehe noch in ihm //in Alberto// die seltene Verkörperung des starken und zugleich sanften Menschen, an dem die Waffen der Finsternis zerbrechen».[4]
p. 229 È il secondo verso di La Pucelle d’Orléans di Voltaire: per questo ho conservato la grafia antiquata «foible» anziché «faible».
Sono molto lieto che le sia arrivata la copia della Chiave: spero che Le piacerà, e che interesserà la Sua casa Editrice, ma tradurlo non sarà tanto facile…
La ringrazio per la Sua diligenza, e La saluto con cordialità
XXX 584677
Egr.sig.
J.Meinert
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108 BERLIN – Postfach 1217
9 febbraio 1979
Caro Signor Meinert,
aspetto con impazienza il manoscritto della traduzione del Sistema periodico, annunciato nella Sua gentile lettera del 24 gennaio che mi è stata girata da Einaudi, ed allego una mia fotografia recente come da Lei richiesto.
Vengo a rispondere alle domande:
p. 41 R. Fucini è uno scrittore toscano (1843-1921) vicino ai veristi se pure di minore impegno: fu autore di numerosi bozzetti in cui ritrasse soprattutto gli aspetti rurali ed arcaici della campagna toscana e della maremma.
p. 56 I lampioni erano mascherati con vetri violetti (vetro di cobalto).
p. 158 si allude ad un personaggio allegorico del Peer Gynt di Ibsen, che rappresenta la materia passiva e tutto ciò che si oppone allo slancio creativo:[1] mi pare che nell’originale si chiami «Böjet», e nella traduzione tedesca (che ho letto molti anni fa) «der Krumme».[2]
p. 223 La frase è nel mio libro Se questo è un uomo, p. 71 dell’edizione «Coralli»: ma riprende il titolo del famoso racconto di Vercors (Les armes de la nuit).[3] «Si spuntano» vuol dire qui «pèrdono la punta»; nellatraduzione di H. Riedtla frase suona così: «Immer sah ich und sehe noch in ihm //in Alberto// die seltene Verkörperung des starken und zugleich sanften Menschen, an dem die Waffen der Finsternis zerbrechen».[4]
p. 229 È il secondo verso di La Pucelle d’Orléans di Voltaire: per questo ho conservato la grafia antiquata «foible» anziché «faible».
Sono molto lieto che le sia arrivata la copia della Chiave: spero che Le piacerà, e che interesserà la Sua casa Editrice, ma tradurlo non sarà tanto facile…
La ringrazio per la Sua diligenza, e La saluto con cordialità
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February 9, 1979
Dear Mr. Meinert,
I anxiously await the manuscript of the translation of The Periodic Table, which you announced in your kind letter dated January 24, which was forwarded to me by Einaudi, and, as per your request, I enclose a recent photograph of myself.
To answer your questions:
p. 41 R. Fucini was a Tuscan writer (1843-1921) associated with the literary movement “verismo,” though less politically committed: he wrote various prose sketches portraying, above all, rural and archaic aspects of the countryside in Tuscany and the Maremma.
p. 56 The street lamps were masked with violet blue glass (cobalt glass).
p. 158 The reference is to an allegorical character inPeer Gyntby Ibsen, who represents passive matter and all that stands in the way of the creative impulse[1]: I believe that in the original text he was called “Böjet,” and in the German translation (which I read many years ago), “der Krumme.”[2]
p. 223 The quote can be found in my book Se questo è un uomo [If This Is a Man], p. 71 in the “Coralli” edition: but it refers to the title of the famous short story by Vercors (Les armes de la nuit).[3] Here, “to blunt” means “to lose its point;” in the translation by H. Riedt the sentence goes like this: “Immer sah ich und sehe noch in ihm //in Alberto// die seltene Verkörperung des starken und zugleich sanften Menschen, an dem die Waffen der Finsternis zerbrechen.”[4]
p. 229 This is the second verse of La Pucelle d’Orléans by Voltaire: that is why I kept the antiquated spelling “foible” instead of “faible.”
I am very happy that the copy of The Wrench arrived: I hope you like it and that it will interest your publishing house, but it will not be very easy to translate…
I thank you for your diligence and send you my best wishes
XXX 584677
Egr.sig.
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9 febbraio 1979
Caro Signor Meinert,
aspetto con impazienza il manoscritto della traduzione delSistema periodico, annunciato nella Sua gentile lettera del 24 gennaio che mi è stata girata da Einaudi, ed allego una mia fotografia recente come da Lei richiesto.
Vengo a rispondere alle domande:
p. 41 R. Fucini è uno scrittore toscano (1843-1921) vicino ai veristi se pure di minore impegno: fu autore di numerosi bozzetti in cui ritrasse soprattutto gli aspetti rurali ed arcaici della campagna toscana e della maremma.
p. 56 I lampioni erano mascherati con vetri violetti (vetro di cobalto).
p. 158 si allude ad un personaggio allegorico delPeer Gynt di Ibsen, che rappresenta la materia passiva e tutto ciò che si oppone allo slancio creativo:[1] mi pare che nell’originale si chiami «Böjet», e nella traduzione tedesca (che ho letto molti anni fa) «der Krumme».[2]
p. 223 La frase è nel mio libro Se questo è un uomo, p. 71 dell’edizione «Coralli»: ma riprende il titolo del famoso racconto diVercors (Les armes de la nuit).[3] «Si spuntano» vuol dire qui «pèrdono la punta»; nellatraduzione di H. Riedt la frase suona così: «Immer sah ich und sehe noch in ihm //in Alberto// die seltene Verkörperung des starken und zugleich sanften Menschen, an dem die Waffen der Finsternis zerbrechen».[4]
p. 229 È il secondo verso di La Pucelle d’Orléans di Voltaire: per questo ho conservato la grafia antiquata «foible» anziché «faible».
Sono molto lieto che le sia arrivata la copia della Chiave: spero che Le piacerà, e che interesserà la Sua casa Editrice, ma tradurlo non sarà tanto facile…
La ringrazio per la Sua diligenza, e La saluto con cordialità
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Caro Signor Meinert,
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Vengo a rispondere alle domande:
p. 41 R. Fucini è uno scrittore toscano (1843-1921) vicino ai veristi se pure di minore impegno: fu autore di numerosi bozzetti in cui ritrasse soprattutto gli aspetti rurali ed arcaici della campagna toscana e della maremma.
p. 56 I lampioni erano mascherati con vetri violetti (vetro di cobalto).
p. 158 si allude ad un personaggio allegorico del Peer Gynt di Ibsen, che rappresenta la materia passiva e tutto ciò che si oppone allo slancio creativo:[1] mi pare che nell’originale si chiami «Böjet», e nella traduzione tedesca (che ho letto molti anni fa) «der Krumme».[2]
p. 223 La frase è nel mio libro Se questo è un uomo, p. 71 dell’edizione «Coralli»: ma riprende il titolo del famoso racconto di Vercors (Les armes de la nuit).[3] «Si spuntano» vuol dire qui «pèrdono la punta»; nellatraduzione di H. Riedtla frase suona così: «Immer sah ich und sehe noch in ihm //in Alberto// die seltene Verkörperung des starken und zugleich sanften Menschen, an dem die Waffen der Finsternis zerbrechen».[4]
p. 229 È il secondo verso di La Pucelle d’Orléans di Voltaire: per questo ho conservato la grafia antiquata «foible» anziché «faible».
Sono molto lieto che le sia arrivata la copia della Chiave: spero che Le piacerà, e che interesserà la Sua casa Editrice, ma tradurlo non sarà tanto facile…
La ringrazio per la Sua diligenza, e La saluto con cordialità
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Dear Mr. Meinert,
I anxiously await the manuscript of the translation of The Periodic Table, which you announced in your kind letter dated January 24, which was forwarded to me by Einaudi, and, as per your request, I enclose a recent photograph of myself.
To answer your questions:
p. 41 R. Fucini was a Tuscan writer (1843-1921) associated with the literary movement “verismo,” though less politically committed: he wrote various prose sketches portraying, above all, rural and archaic aspects of the countryside in Tuscany and the Maremma.
p. 56 The street lamps were masked with violet blue glass (cobalt glass).
p. 158 The reference is to an allegorical character inPeer Gyntby Ibsen, who represents passive matter and all that stands in the way of the creative impulse[1]: I believe that in the original text he was called “Böjet,” and in the German translation (which I read many years ago), “der Krumme.”[2]
p. 223 The quote can be found in my book Se questo è un uomo [If This Is a Man], p. 71 in the “Coralli” edition: but it refers to the title of the famous short story by Vercors (Les armes de la nuit).[3] Here, “to blunt” means “to lose its point;” in the translation by H. Riedt the sentence goes like this: “Immer sah ich und sehe noch in ihm //in Alberto// die seltene Verkörperung des starken und zugleich sanften Menschen, an dem die Waffen der Finsternis zerbrechen.”[4]
p. 229 This is the second verse of La Pucelle d’Orléans by Voltaire: that is why I kept the antiquated spelling “foible” instead of “faible.”
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I thank you for your diligence and send you my best wishes
Info
Note
Tag
Mittente: Primo Levi
Destinatario: Joachim Meinert
Data di stesura: 1979-02-09
Luogo di stesura: Torino
Descrizione del documento: copia carbone di lettera ds. su carta velina. Sotto la data è presente un appunto ms. a matita di Levi: «ESPRESSO».
1
Cfr. la Scheda Ibsen nell’opera di Primo Levi. Nella traduzione di Edith Plackmeyer, la precisione di Levi verrà riportata in nota: «Allegorische Gestalt aus Henrik Ibsen Drama „Peer Gynt“, verkörpert die passive, den schöpferischen Drang lähmende Materie» (“Figura allegorica del dramma di Henrik Ibsen Peer Gynt, incarna la materia passiva che paralizza lo slancio creativo”). Cfr. P. Levi, Das periodische System, Aufbau, Berlin 1988, 2 ed., p. 175. Levi stesso riprenderà questa spiegazione nelle note dell’edizione scolastica del Sistema periodico che uscirà a luglio del 1979: «[il Gran Curvo] rappresenta la materia passiva, e tutto ciò che si oppone allo slancio creativo dell’uomo» (OC I, p. 1435).
2
Fino a questo momento non era attestato che Levi avesse letto il Peer Gynt di Ibsen in tedesco. Cfr la Scheda Ibsen nell’opera di Primo Levi.
3Se questo è un uomo esce nella collana einaudiana dei «Coralli» nel 1963. La citazione di Le armi della notte di Vercors era comparsa per la prima volta nell’edizione del 1958 (OC I, p. 180), ma Levi rivelerà esplicitamente questa fonte in una nota dell’edizione scolastica di Se questo è un uomo del 1973 (OC I, p. 1413). In Germania est, Les armes de la nuit era stato tradotto e pubblicato dalla casa editrice Aufbau nel 1949 con il titolo Waffen der Nacht.
4
Cfr. P. Levi, Ist das ein Mensch?, Fischer Verlag, Frankfurt 1961, p. 59. Levi aveva già discusso questo passaggio nel 1960 con il suo traduttore tedesco Heinz Riedt, cfr. P. Levi, Il carteggio con Heinz Riedt, a cura di M. Mengoni, Einaudi, Torino 2024, p. 36.