202. Primo Levi a Fred Wander, 14 febbraio 1981

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Nota al testo


Levi ha ricevuto da Aufbau una copia di Der siebente Brunnen di Wander e lo sta leggendo. Accetta i rilievi di Wander e ne comprende i motivi, menziona anche di aver ricevuto una critica simile da Hermann Langbein in Menschen in Auschwitz.

Herrn
Fred Wander
2601 Koppelow /DDR

 

14 febbraio 1981

 

584677

 

Caro Signor Wander,

mi scusi se le scrivo in italiano: conosco il tedesco abbastanza bene, ma lo scrivo con molti errori. Le sono grato per la sua lettera del 4 febbraio; il suo giudizio sui miei libri, proprio perché viene da un Leidensgenosse,[1] mi ha commosso. Altrettanto mi commuovono i racconti del suo libro Der siebente Brunnen, che da pochi giorni ho ricevuto da Aufbau e che sto leggendo: soprattutto impressionanti, e letterariamente memorabili, mi sono sembrate le pagine in cui lei descrive la terribile evacuazione verso Buchenwald, a cui io sono miracolosamente sfuggito.[2] Ma spero che potremo scambiarci in altra occasione i nostri ricordi di prigionieri e di scrittori.

Sta bene per la cancellatura («die Politischen inbegriffen»)[3] che Lei propone. A distanza di tanti anni mi riesce oggi impossibile ricostruire a quale fatto concreto si riferisse quella mia frase, che del resto mi era già stata cortesemente contestata da Hermann Langbein nel suo libro Menschen in Auschwitz.[4] Come Lei sa bene, alcuni portatori del triangolo rosso erano «politici» solo di nome, c’erano fra loro dei tedeschi nazionalisti, o addirittura dei Nazi dissidenti, e può essere stato il loro comportamento a influenzarmi. Ho scritto quel libro subito, nel 1945-1946, solo sulla base dei miei ricordi personali, e senza conoscere niente dei retroscena del Lager: a questa mia ignoranza accenno in Atempause, scritto molti anni dopo, nell’episodio di Thylle, nelle prime pagine.[5] Si tratta dunque senza dubbio di un giudizio “pauschal”,[6] come dice Lei, che è giusto rettificare.

Lei accenna, nelle ultime Sue righe, a un altro punto di minor rilevanza che potrebbe essere corretto «durch einen kleinen Strich»:[7] se si tratta di un caso analogo, provveda pure lei direttamente, ma gradirei sapere di quale frase si tratta.

Ci sono possibilità che anche Atempause venga ripubblicato da Aufbau?

Ho fatto mandare ad Aufbau una copia della edizione scolastica di Se questo è un uomo: contiene un’Appendice[8] che forse Le potrà interessare, è un[9] mio tentativo di rispondere ad alcune domande tipiche che mi vengono rivolte dai giovani lettori di oggi. Penso che domande analoghe le riceverà anche Lei!

La ringrazio ancora. Sì, sto bene di salute, ho smesso da qualche anno di fare il chimico, e trovo ancora gioia nella vita e nel lavoro; così spero sia per Lei.

La saluto con fraterna amicizia
Suo

Herrn
Fred Wander
2601 Koppelow /DDR

 

14 febbraio 1981

 

584677

 

Caro Signor Wander,

mi scusi se le scrivo in italiano: conosco il tedesco abbastanza bene, ma lo scrivo con molti errori. Le sono grato per la sua lettera del 4 febbraio; il suo giudizio sui miei libri, proprio perché viene da un Leidensgenosse,[1] mi ha commosso. Altrettanto mi commuovono i racconti del suo libro Der siebente Brunnen, che da pochi giorni ho ricevuto da Aufbau e che sto leggendo: soprattutto impressionanti, e letterariamente memorabili, mi sono sembrate le pagine in cui lei descrive la terribile evacuazione verso Buchenwald, a cui io sono miracolosamente sfuggito.[2] Ma spero che potremo scambiarci in altra occasione i nostri ricordi di prigionieri e di scrittori.

Sta bene per la cancellatura («die Politischen inbegriffen»)[3] che Lei propone. A distanza di tanti anni mi riesce oggi impossibile ricostruire a quale fatto concreto si riferisse quella mia frase, che del resto mi era già stata cortesemente contestata da Hermann Langbein nel suo libro Menschen in Auschwitz.[4] Come Lei sa bene, alcuni portatori del triangolo rosso erano «politici» solo di nome, c’erano fra loro dei tedeschi nazionalisti, o addirittura dei Nazi dissidenti, e può essere stato il loro comportamento a influenzarmi. Ho scritto quel libro subito, nel 1945-1946, solo sulla base dei miei ricordi personali, e senza conoscere niente dei retroscena del Lager: a questa mia ignoranza accenno in Atempause, scritto molti anni dopo, nell’episodio di Thylle, nelle prime pagine.[5] Si tratta dunque senza dubbio di un giudizio “pauschal”,[6] come dice Lei, che è giusto rettificare.

Lei accenna, nelle ultime Sue righe, a un altro punto di minor rilevanza che potrebbe essere corretto «durch einen kleinen Strich»:[7] se si tratta di un caso analogo, provveda pure lei direttamente, ma gradirei sapere di quale frase si tratta.

Ci sono possibilità che anche Atempause venga ripubblicato da Aufbau?

Ho fatto mandare ad Aufbau una copia della edizione scolastica di Se questo è un uomo: contiene un’Appendice[8] che forse Le potrà interessare, è un[9] mio tentativo di rispondere ad alcune domande tipiche che mi vengono rivolte dai giovani lettori di oggi. Penso che domande analoghe le riceverà anche Lei!

La ringrazio ancora. Sì, sto bene di salute, ho smesso da qualche anno di fare il chimico, e trovo ancora gioia nella vita e nel lavoro; così spero sia per Lei.

La saluto con fraterna amicizia
Suo

Mr.
Fred Wander
2601 Koppelow / DDR

 

February 14, 1981

 

584677

 

Dear Mr. Wander,

Please excuse me for writing you in Italian: I know German well enough, but my written German is full of mistakes. I am grateful for your letter of February 4; your assessment of my books moved me deeply, precisely because it comes from a fellow survivor.[1] I am equally moved by the stories in your book The Seventh Well, which I received a few days ago from Aufbau and am currently reading: I found the passages in which you describe the terrible evacuation to Buchenwald—which I miraculously escaped—to be particularly striking and, from a literary standpoint, unforgettable.[2] But I hope we will have other occasions to compare memories, as prisoners and as writers.

I agree to the deletion (“including the political prisoners”)[3] you propose. After so many years, it is now impossible for me to reconstruct exactly which specific event that phrase of mine referred to; incidentally, it had already been politely contested by Hermann Langbein in his book People in Auschwitz.[4] As you well know, some of those wearing the red triangle were “political prisoners” in name only; they included German nationalists and even dissident Nazis, and it may have been their behavior that influenced me. I wrote that book immediately afterwards, in 1945–1946, on the sole basis of my personal memories and without knowing anything about the inner workings of the camp: I allude to this ignorance of mine in The Truce, written many years later, in the episode about Old Thylle, on the first few pages.[5] So it is undoubtedly an overly “sweeping”[6] judgment, as you say, which it is right to rectify.

In your last few lines, you mention another minor point that could be corrected with “a small change”:[7] if it is a similar instance, do feel free to correct it yourself, but I would appreciate knowing which sentence you are referring to.

Is there any chance The Truce might also be reissued by Aufbau?

I have had a copy of the school edition of If This Is a Man sent to Aufbau: it contains an Appendix[8] that might interest you—it is my[9] attempt to answer some typical questions I am asked by today’s young readers. I think you can expect to receive similar questions as well!

Thank you again. Yes, I am in good health; I stopped working as a chemist a few years ago, and I still find joy in life and work; I hope the same is true of you.

I send you my brotherly regards.
Yours,

Herrn
Fred Wander
2601 Koppelow /DDR

 

14 febbraio 1981

 

584677

 

Caro Signor Wander,

mi scusi se le scrivo in italiano: conosco il tedesco abbastanza bene, ma lo scrivo con molti errori. Le sono grato per la sua lettera del 4 febbraio; il suo giudizio sui miei libri, proprio perché viene da un Leidensgenosse,[1] mi ha commosso. Altrettanto mi commuovono i racconti del suo libro Der siebente Brunnen, che da pochi giorni ho ricevuto da Aufbau e che sto leggendo: soprattutto impressionanti, e letterariamente memorabili, mi sono sembrate le pagine in cui lei descrive la terribile evacuazione verso Buchenwald, a cui io sono miracolosamente sfuggito.[2] Ma spero che potremo scambiarci in altra occasione i nostri ricordi di prigionieri e di scrittori.

Sta bene per la cancellatura («die Politischen inbegriffen»)[3] che Lei propone. A distanza di tanti anni mi riesce oggi impossibile ricostruire a quale fatto concreto si riferisse quella mia frase, che del resto mi era già stata cortesemente contestata da Hermann Langbein nel suo libro Menschen in Auschwitz.[4] Come Lei sa bene, alcuni portatori del triangolo rosso erano «politici» solo di nome, c’erano fra loro dei tedeschi nazionalisti, o addirittura dei Nazi dissidenti, e può essere stato il loro comportamento a influenzarmi. Ho scritto quel libro subito, nel 1945-1946, solo sulla base dei miei ricordi personali, e senza conoscere niente dei retroscena del Lager: a questa mia ignoranza accenno in Atempause, scritto molti anni dopo, nell’episodio di Thylle, nelle prime pagine.[5] Si tratta dunque senza dubbio di un giudizio “pauschal”,[6] come dice Lei, che è giusto rettificare.

Lei accenna, nelle ultime Sue righe, a un altro punto di minor rilevanza che potrebbe essere corretto «durch einen kleinen Strich»:[7] se si tratta di un caso analogo, provveda pure lei direttamente, ma gradirei sapere di quale frase si tratta.

Ci sono possibilità che anche Atempause venga ripubblicato da Aufbau?

Ho fatto mandare ad Aufbau una copia della edizione scolastica di Se questo è un uomo: contiene un’Appendice[8] che forse Le potrà interessare, è un[9] mio tentativo di rispondere ad alcune domande tipiche che mi vengono rivolte dai giovani lettori di oggi. Penso che domande analoghe le riceverà anche Lei!

La ringrazio ancora. Sì, sto bene di salute, ho smesso da qualche anno di fare il chimico, e trovo ancora gioia nella vita e nel lavoro; così spero sia per Lei.

La saluto con fraterna amicizia
Suo

Herrn
Fred Wander
2601 Koppelow /DDR

 

14 febbraio 1981

 

584677

 

Caro Signor Wander,

mi scusi se le scrivo in italiano: conosco il tedesco abbastanza bene, ma lo scrivo con molti errori. Le sono grato per la sua lettera del 4 febbraio; il suo giudizio sui miei libri, proprio perché viene da un Leidensgenosse,[1] mi ha commosso. Altrettanto mi commuovono i racconti del suo libro Der siebente Brunnen, che da pochi giorni ho ricevuto da Aufbau e che sto leggendo: soprattutto impressionanti, e letterariamente memorabili, mi sono sembrate le pagine in cui lei descrive la terribile evacuazione verso Buchenwald, a cui io sono miracolosamente sfuggito.[2] Ma spero che potremo scambiarci in altra occasione i nostri ricordi di prigionieri e di scrittori.

Sta bene per la cancellatura («die Politischen inbegriffen»)[3] che Lei propone. A distanza di tanti anni mi riesce oggi impossibile ricostruire a quale fatto concreto si riferisse quella mia frase, che del resto mi era già stata cortesemente contestata da Hermann Langbein nel suo libro Menschen in Auschwitz.[4] Come Lei sa bene, alcuni portatori del triangolo rosso erano «politici» solo di nome, c’erano fra loro dei tedeschi nazionalisti, o addirittura dei Nazi dissidenti, e può essere stato il loro comportamento a influenzarmi. Ho scritto quel libro subito, nel 1945-1946, solo sulla base dei miei ricordi personali, e senza conoscere niente dei retroscena del Lager: a questa mia ignoranza accenno in Atempause, scritto molti anni dopo, nell’episodio di Thylle, nelle prime pagine.[5] Si tratta dunque senza dubbio di un giudizio “pauschal”,[6] come dice Lei, che è giusto rettificare.

Lei accenna, nelle ultime Sue righe, a un altro punto di minor rilevanza che potrebbe essere corretto «durch einen kleinen Strich»:[7] se si tratta di un caso analogo, provveda pure lei direttamente, ma gradirei sapere di quale frase si tratta.

Ci sono possibilità che anche Atempause venga ripubblicato da Aufbau?

Ho fatto mandare ad Aufbau una copia della edizione scolastica di Se questo è un uomo: contiene un’Appendice[8] che forse Le potrà interessare, è un[9] mio tentativo di rispondere ad alcune domande tipiche che mi vengono rivolte dai giovani lettori di oggi. Penso che domande analoghe le riceverà anche Lei!

La ringrazio ancora. Sì, sto bene di salute, ho smesso da qualche anno di fare il chimico, e trovo ancora gioia nella vita e nel lavoro; così spero sia per Lei.

La saluto con fraterna amicizia
Suo

Mr.
Fred Wander
2601 Koppelow / DDR

 

February 14, 1981

 

584677

 

Dear Mr. Wander,

Please excuse me for writing you in Italian: I know German well enough, but my written German is full of mistakes. I am grateful for your letter of February 4; your assessment of my books moved me deeply, precisely because it comes from a fellow survivor.[1] I am equally moved by the stories in your book The Seventh Well, which I received a few days ago from Aufbau and am currently reading: I found the passages in which you describe the terrible evacuation to Buchenwald—which I miraculously escaped—to be particularly striking and, from a literary standpoint, unforgettable.[2] But I hope we will have other occasions to compare memories, as prisoners and as writers.

I agree to the deletion (“including the political prisoners”)[3] you propose. After so many years, it is now impossible for me to reconstruct exactly which specific event that phrase of mine referred to; incidentally, it had already been politely contested by Hermann Langbein in his book People in Auschwitz.[4] As you well know, some of those wearing the red triangle were “political prisoners” in name only; they included German nationalists and even dissident Nazis, and it may have been their behavior that influenced me. I wrote that book immediately afterwards, in 1945–1946, on the sole basis of my personal memories and without knowing anything about the inner workings of the camp: I allude to this ignorance of mine in The Truce, written many years later, in the episode about Old Thylle, on the first few pages.[5] So it is undoubtedly an overly “sweeping”[6] judgment, as you say, which it is right to rectify.

In your last few lines, you mention another minor point that could be corrected with “a small change”:[7] if it is a similar instance, do feel free to correct it yourself, but I would appreciate knowing which sentence you are referring to.

Is there any chance The Truce might also be reissued by Aufbau?

I have had a copy of the school edition of If This Is a Man sent to Aufbau: it contains an Appendix[8] that might interest you—it is my[9] attempt to answer some typical questions I am asked by today’s young readers. I think you can expect to receive similar questions as well!

Thank you again. Yes, I am in good health; I stopped working as a chemist a few years ago, and I still find joy in life and work; I hope the same is true of you.

I send you my brotherly regards.
Yours,


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