Levi ha ricevuto da Aufbau una copia di Der siebente Brunnen di Wander e lo sta leggendo. Accetta i rilievi di Wander e ne comprende i motivi, menziona anche di aver ricevuto una critica simile da Hermann Langbein in Menschen in Auschwitz.
mi scusi se le scrivo in italiano: conosco il tedesco abbastanza bene, ma lo scrivo con molti errori. Le sono grato per la sua lettera del 4 febbraio; il suo giudizio sui miei libri, proprio perché viene da un Leidensgenosse,[1] mi ha commosso. Altrettanto mi commuovono i racconti del suo libro Der siebente Brunnen, che da pochi giorni ho ricevuto da Aufbau e che sto leggendo: soprattutto impressionanti, e letterariamente memorabili, mi sono sembrate le pagine in cui lei descrive la terribile evacuazione verso Buchenwald, a cui io sono miracolosamente sfuggito.[2] Ma spero che potremo scambiarci in altra occasione i nostri ricordi di prigionieri e di scrittori.
Sta bene per la cancellatura («die Politischen inbegriffen»)[3] che Lei propone. A distanza di tanti anni mi riesce oggi impossibile ricostruire a quale fatto concreto si riferisse quella mia frase, che del resto mi era già stata cortesemente contestata da Hermann Langbein nel suo libro Menschen in Auschwitz.[4] Come Lei sa bene, alcuni portatori del triangolo rosso erano «politici» solo di nome, c’erano fra loro dei tedeschi nazionalisti, o addirittura dei Nazi dissidenti, e può essere stato il loro comportamento a influenzarmi. Ho scritto quel libro subito, nel 1945-1946, solo sulla base dei miei ricordi personali, e senza conoscere niente dei retroscena del Lager: a questa mia ignoranza accenno in Atempause, scritto molti anni dopo, nell’episodio di Thylle, nelle prime pagine.[5] Si tratta dunque senza dubbio di un giudizio “pauschal”,[6] come dice Lei, che è giusto rettificare.
Lei accenna, nelle ultime Sue righe, a un altro punto di minor rilevanza che potrebbe essere corretto «durch einen kleinen Strich»:[7] se si tratta di un caso analogo, provveda pure lei direttamente, ma gradirei sapere di quale frase si tratta.
Ci sono possibilità che anche Atempause venga ripubblicato da Aufbau?
Ho fatto mandare ad Aufbau una copia della edizione scolastica di Se questo è un uomo: contiene un’Appendice[8] che forse Le potrà interessare, è un[9] mio tentativo di rispondere ad alcune domande tipiche che mi vengono rivolte dai giovani lettori di oggi. Penso che domande analoghe le riceverà anche Lei!
La ringrazio ancora. Sì, sto bene di salute, ho smesso da qualche anno di fare il chimico, e trovo ancora gioia nella vita e nel lavoro; così spero sia per Lei.
La saluto con fraterna amicizia
Suo
Herrn
Fred Wander
2601 Koppelow /DDR
14 febbraio 1981
584677
Caro Signor Wander,
mi scusi se le scrivo in italiano: conosco il tedesco abbastanza bene, ma lo scrivo con molti errori. Le sono grato per la sua lettera del 4 febbraio; il suo giudizio sui miei libri, proprio perché viene da un Leidensgenosse,[1] mi ha commosso. Altrettanto mi commuovono i racconti del suo libro Der siebente Brunnen, che da pochi giorni ho ricevuto da Aufbau e che sto leggendo: soprattutto impressionanti, e letterariamente memorabili, mi sono sembrate le pagine in cui lei descrive la terribile evacuazione verso Buchenwald, a cui io sono miracolosamente sfuggito.[2] Ma spero che potremo scambiarci in altra occasione i nostri ricordi di prigionieri e di scrittori.
Sta bene per la cancellatura («die Politischen inbegriffen»)[3] che Lei propone. A distanza di tanti anni mi riesce oggi impossibile ricostruire a quale fatto concreto si riferisse quella mia frase, che del resto mi era già stata cortesemente contestata da Hermann Langbein nel suo libro Menschen in Auschwitz.[4] Come Lei sa bene, alcuni portatori del triangolo rosso erano «politici» solo di nome, c’erano fra loro dei tedeschi nazionalisti, o addirittura dei Nazi dissidenti, e può essere stato il loro comportamento a influenzarmi. Ho scritto quel libro subito, nel 1945-1946, solo sulla base dei miei ricordi personali, e senza conoscere niente dei retroscena del Lager: a questa mia ignoranza accenno in Atempause, scritto molti anni dopo, nell’episodio di Thylle, nelle prime pagine.[5] Si tratta dunque senza dubbio di un giudizio “pauschal”,[6] come dice Lei, che è giusto rettificare.
Lei accenna, nelle ultime Sue righe, a un altro punto di minor rilevanza che potrebbe essere corretto «durch einen kleinen Strich»:[7] se si tratta di un caso analogo, provveda pure lei direttamente, ma gradirei sapere di quale frase si tratta.
Ci sono possibilità che anche Atempause venga ripubblicato da Aufbau?
Ho fatto mandare ad Aufbau una copia della edizione scolastica di Se questo è un uomo: contiene un’Appendice[8] che forse Le potrà interessare, è un[9] mio tentativo di rispondere ad alcune domande tipiche che mi vengono rivolte dai giovani lettori di oggi. Penso che domande analoghe le riceverà anche Lei!
La ringrazio ancora. Sì, sto bene di salute, ho smesso da qualche anno di fare il chimico, e trovo ancora gioia nella vita e nel lavoro; così spero sia per Lei.
La saluto con fraterna amicizia
Suo
Mr.
Fred Wander
2601 Koppelow / DDR
February 14, 1981
584677
Dear Mr. Wander,
Please excuse me for writing you in Italian: I know German well enough, but my written German is full of mistakes. I am grateful for your letter of February 4; your assessment of my books moved me deeply, precisely because it comes from a fellow survivor.[1] I am equally moved by the stories in your book The Seventh Well, which I received a few days ago from Aufbau and am currently reading: I found the passages in which you describe the terrible evacuation to Buchenwald—which I miraculously escaped—to be particularly striking and, from a literary standpoint, unforgettable.[2] But I hope we will have other occasions to compare memories, as prisoners and as writers.
I agree to the deletion (“including the political prisoners”)[3] you propose. After so many years, it is now impossible for me to reconstruct exactly which specific event that phrase of mine referred to; incidentally, it had already been politely contested by Hermann Langbein in his book People in Auschwitz.[4] As you well know, some of those wearing the red triangle were “political prisoners” in name only; they included German nationalists and even dissident Nazis, and it may have been their behavior that influenced me. I wrote that book immediately afterwards, in 1945–1946, on the sole basis of my personal memories and without knowing anything about the inner workings of the camp: I allude to this ignorance of mine in The Truce, written many years later, in the episode about Old Thylle, on the first few pages.[5] So it is undoubtedly an overly “sweeping”[6] judgment, as you say, which it is right to rectify.
In your last few lines, you mention another minor point that could be corrected with “a small change”:[7] if it is a similar instance, do feel free to correct it yourself, but I would appreciate knowing which sentence you are referring to.
Is there any chance The Trucemight also be reissued by Aufbau?
I have had a copy of the school edition of If This Is a Man sent to Aufbau: it contains an Appendix[8] that might interest you—it is my[9] attempt to answer some typical questions I am asked by today’s young readers. I think you can expect to receive similar questions as well!
Thank you again. Yes, I am in good health; I stopped working as a chemist a few years ago, and I still find joy in life and work; I hope the same is true of you.
I send you my brotherly regards.
Yours,
Herrn
Fred Wander
2601 Koppelow /DDR
14 febbraio 1981
584677
Caro Signor Wander,
mi scusi se le scrivo in italiano: conosco il tedesco abbastanza bene, ma lo scrivo con molti errori. Le sono grato per la sua lettera del 4 febbraio; il suo giudizio sui miei libri, proprio perché viene da un Leidensgenosse,[1] mi ha commosso. Altrettanto mi commuovono i racconti del suo libro Der siebente Brunnen, che da pochi giorni ho ricevuto da Aufbau e che sto leggendo: soprattutto impressionanti, e letterariamente memorabili, mi sono sembrate le pagine in cui lei descrive la terribile evacuazione verso Buchenwald, a cui io sono miracolosamente sfuggito.[2] Ma spero che potremo scambiarci in altra occasione i nostri ricordi di prigionieri e di scrittori.
Sta bene per la cancellatura («die Politischen inbegriffen»)[3] che Lei propone. A distanza di tanti anni mi riesce oggi impossibile ricostruire a quale fatto concreto si riferisse quella mia frase, che del resto mi era già stata cortesemente contestata da Hermann Langbein nel suo libro Menschen in Auschwitz.[4] Come Lei sa bene, alcuni portatori del triangolo rosso erano «politici» solo di nome, c’erano fra loro dei tedeschi nazionalisti, o addirittura dei Nazi dissidenti, e può essere stato il loro comportamento a influenzarmi. Ho scritto quel libro subito, nel 1945-1946, solo sulla base dei miei ricordi personali, e senza conoscere niente dei retroscena del Lager: a questa mia ignoranza accenno in Atempause, scritto molti anni dopo, nell’episodio di Thylle, nelle prime pagine.[5] Si tratta dunque senza dubbio di un giudizio “pauschal”,[6] come dice Lei, che è giusto rettificare.
Lei accenna, nelle ultime Sue righe, a un altro punto di minor rilevanza che potrebbe essere corretto «durch einen kleinen Strich»:[7] se si tratta di un caso analogo, provveda pure lei direttamente, ma gradirei sapere di quale frase si tratta.
Ci sono possibilità che anche Atempause venga ripubblicato da Aufbau?
Ho fatto mandare ad Aufbau una copia della edizione scolastica di Se questo è un uomo: contiene un’Appendice[8] che forse Le potrà interessare, è un[9] mio tentativo di rispondere ad alcune domande tipiche che mi vengono rivolte dai giovani lettori di oggi. Penso che domande analoghe le riceverà anche Lei!
La ringrazio ancora. Sì, sto bene di salute, ho smesso da qualche anno di fare il chimico, e trovo ancora gioia nella vita e nel lavoro; così spero sia per Lei.
La saluto con fraterna amicizia
Suo
Herrn
Fred Wander
2601 Koppelow /DDR
14 febbraio 1981
584677
Caro Signor Wander,
mi scusi se le scrivo in italiano: conosco il tedesco abbastanza bene, ma lo scrivo con molti errori. Le sono grato per la sua lettera del 4 febbraio; il suo giudizio sui miei libri, proprio perché viene da un Leidensgenosse,[1] mi ha commosso. Altrettanto mi commuovono i racconti del suo libro Der siebente Brunnen, che da pochi giorni ho ricevuto da Aufbau e che sto leggendo: soprattutto impressionanti, e letterariamente memorabili, mi sono sembrate le pagine in cui lei descrive la terribile evacuazione verso Buchenwald, a cui io sono miracolosamente sfuggito.[2] Ma spero che potremo scambiarci in altra occasione i nostri ricordi di prigionieri e di scrittori.
Sta bene per la cancellatura («die Politischen inbegriffen»)[3] che Lei propone. A distanza di tanti anni mi riesce oggi impossibile ricostruire a quale fatto concreto si riferisse quella mia frase, che del resto mi era già stata cortesemente contestata da Hermann Langbein nel suo libro Menschen in Auschwitz.[4] Come Lei sa bene, alcuni portatori del triangolo rosso erano «politici» solo di nome, c’erano fra loro dei tedeschi nazionalisti, o addirittura dei Nazi dissidenti, e può essere stato il loro comportamento a influenzarmi. Ho scritto quel libro subito, nel 1945-1946, solo sulla base dei miei ricordi personali, e senza conoscere niente dei retroscena del Lager: a questa mia ignoranza accenno in Atempause, scritto molti anni dopo, nell’episodio di Thylle, nelle prime pagine.[5] Si tratta dunque senza dubbio di un giudizio “pauschal”,[6] come dice Lei, che è giusto rettificare.
Lei accenna, nelle ultime Sue righe, a un altro punto di minor rilevanza che potrebbe essere corretto «durch einen kleinen Strich»:[7] se si tratta di un caso analogo, provveda pure lei direttamente, ma gradirei sapere di quale frase si tratta.
Ci sono possibilità che anche Atempause venga ripubblicato da Aufbau?
Ho fatto mandare ad Aufbau una copia della edizione scolastica di Se questo è un uomo: contiene un’Appendice[8] che forse Le potrà interessare, è un[9] mio tentativo di rispondere ad alcune domande tipiche che mi vengono rivolte dai giovani lettori di oggi. Penso che domande analoghe le riceverà anche Lei!
La ringrazio ancora. Sì, sto bene di salute, ho smesso da qualche anno di fare il chimico, e trovo ancora gioia nella vita e nel lavoro; così spero sia per Lei.
La saluto con fraterna amicizia
Suo
Mr.
Fred Wander
2601 Koppelow / DDR
February 14, 1981
584677
Dear Mr. Wander,
Please excuse me for writing you in Italian: I know German well enough, but my written German is full of mistakes. I am grateful for your letter of February 4; your assessment of my books moved me deeply, precisely because it comes from a fellow survivor.[1] I am equally moved by the stories in your book The Seventh Well, which I received a few days ago from Aufbau and am currently reading: I found the passages in which you describe the terrible evacuation to Buchenwald—which I miraculously escaped—to be particularly striking and, from a literary standpoint, unforgettable.[2] But I hope we will have other occasions to compare memories, as prisoners and as writers.
I agree to the deletion (“including the political prisoners”)[3] you propose. After so many years, it is now impossible for me to reconstruct exactly which specific event that phrase of mine referred to; incidentally, it had already been politely contested by Hermann Langbein in his book People in Auschwitz.[4] As you well know, some of those wearing the red triangle were “political prisoners” in name only; they included German nationalists and even dissident Nazis, and it may have been their behavior that influenced me. I wrote that book immediately afterwards, in 1945–1946, on the sole basis of my personal memories and without knowing anything about the inner workings of the camp: I allude to this ignorance of mine in The Truce, written many years later, in the episode about Old Thylle, on the first few pages.[5] So it is undoubtedly an overly “sweeping”[6] judgment, as you say, which it is right to rectify.
In your last few lines, you mention another minor point that could be corrected with “a small change”:[7] if it is a similar instance, do feel free to correct it yourself, but I would appreciate knowing which sentence you are referring to.
Is there any chance The Trucemight also be reissued by Aufbau?
I have had a copy of the school edition of If This Is a Man sent to Aufbau: it contains an Appendix[8] that might interest you—it is my[9] attempt to answer some typical questions I am asked by today’s young readers. I think you can expect to receive similar questions as well!
Thank you again. Yes, I am in good health; I stopped working as a chemist a few years ago, and I still find joy in life and work; I hope the same is true of you.
I send you my brotherly regards.
Yours,
Info
Note
Tag
Mittente: Primo Levi
Destinatario: Fred Wander
Data di stesura: 1981-02-14
Luogo di stesura: Torino
Descrizione del documento: copia carbone su carta velina di lettera ds. Al fondo del f. 465r si trova un segno «../..» ad indicare che la lettera continua sul verso. In alto a sinistra si legge «584677»: si tratta del nuovo numero di telefono di Levi, dattiloscritto nel foglio originale per correggere quello vecchio che con tutta probabilità compariva nell’intestazione, e di cui rimane questa traccia nel foglio di copia.
Archivio: Archivio privato di Primo Levi, Torino
Segnatura: Corrispondenza, Corrispondenza generale, fascicolo 12, sottofascicolo 21, f. 465r/v.
Fogli: 1, recto e verso
DOI:
1
“Compagno di sventure”.
2Der siebente Brunnen (Il settimo pozzo) di Fred Wander esce nel 1971 per Aufbau ed è la sua opera più nota (tradotta in italiano nel 2007 da Ada Vigliani per Einaudi), le pagine a cui si riferisce Levi sono probabilmente quelle dei capitoli «Volti» e «Joschko e i suoi fratelli», pp. 128-43.
4
Il rapporto con Hermann Langbein, iniziato con un contatto epistolare il 13 dicembre 1960, negli anni Settanta si giocherà anche e soprattutto tra le pagine dei rispettivi libri. In Menschenin Auschwitz, che richiama fin dal titolo Se questo è un uomo, Levi è tra gli autori più citati. Qui compare anche (alle pp. 222-3 e p. 239) la suddetta critica a Levi, che sarebbe responsabile di una falsa generalizzazione nei confronti dei tedeschi internati ad Auschwitz come prigionieri politici. Tale accusa, presa molto sul serio da Levi nella sua riflessione supplementare su Auschwitz che inizia negli anni Settanta – e che porterà tra le altre cose all’elaborazione della categoria di zona grigia –, sarà ripresa nell’introduzione all’edizione italiana (voluta e promossa fortemente da Levi): «Questo libro è una vasta antologia di casi umani complessi, ed è fitto di inviti (uno, giustificato, è rivolto anche a me) a rifiutare le facili generalizzazioni: ad Auschwitz, non tutti i «criminali» contrassegnati col triangolo verde si sono comportati da criminali; non tutti i «politici» si sono comportati da prigionieri politici e non tutti i tedeschi hanno sperato nella vittoria tedesca», OC II, p. 1569.
5
L’episodio si trova nel capitolo iniziale della Tregua, «Il disgelo», e narra la notte tra il 27 e il 28 gennaio 1945. Thylle, che fino a quel momento, in quanto prigioniero politico e anziano del Lager, era stato per l’io narrante un «nemico pericoloso», diventa il suo confidente inaspettato durante la loro prima notte di libertà. Sul proprio punto di vista limitato all’interno del campo, Levi commenta: «non avevo avuto mai né la curiosità né l’occasione di indagare le complesse strutture della gerarchia del campo. Il tenebroso edificio di potenze malvage giaceva tutto al di sopra di noi, e il nostro sguardo era rivolto al suolo», OC I, p. 311-12.
8
Cfr. Lettera 219, Primo Levi a Joachim Meinert, 11 febbraio 1981. L’Appendice all’edizione scolastica di Se questo è un uomo (1976), contiene una lunga autointervista che Levi costruisce scegliendo e montando insieme le domande che più di frequente gli sono state rivolte dagli studenti, OC I, pp. 279-304.
9
Levi cancella «cioè del» e corregge in «un» ms. a biro nera.