215. Joachim Meinert a Primo Levi, 18 febbraio 1980

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Nota al testo


Meinert si dice disponibile a inviare a Levi le eventuali recensioni al Sistema periodico. Lo informa inoltre che La chiave a stella non potrà essere pubblicato da Aufbau; il rifiuto è però accompagnato dalla volontà di lavorare a un’edizione di Se questo è un uomo, in quel momento non ancora pubblicato  in Germania Est, entro il 1981.

Egr. Dott. Primo Levi
c/o Giulio Einaudi editore
Casella postale 245
Via Umberto Biancamano 1
10100 Torino
Italia

 

            18.02.1980

 

Caro Signor Levi,

Tante grazie per la Sua lettera cordiale, naturalmente siamo felici che la nostra edizione abbia trovato il consenso dell’autore. Abbiamo trasmesso i suoi ringraziamenti alla traduttrice ed alla disegnatrice della copertina. Per quanto riguarda le recensioni, finora non ne ho visto nessuna – la critica letteraria per le traduzioni di opere straniere purtroppo non è molto regolare qui – ma non mancherò di mandarvene copie quando avremo raccolto il materiale disponibile.

Intanto ho anche letto e fatto leggere la Chiave a stella da alcuni lettori esterni, ma devo dirle che malgrado i pregi incontestabili dell’opera – penso in specie alle bellissime immagini del lavoro fisico, creativo, e le riflessioni filosofiche ed umoristiche del protagonista e dell’autore su questa tematica – non potevamo deciderci finalmente per una edizione, soprattutto perché la visione del protagonista ci pare molte volte troppo limitativa, ristretta[1] e semplificatrice.[2]

Una rinuncia al Suo ultimo libro ci pare tanto più giustificata quando si pensa che finora non è uscito da noi il Suo libro senz’altro più importante: Se questo è un uomo. Ci sembra una ingiustizia e mancanza che vorremmo finalmente riparare pubblicando una nostra edizione di licenza di Ist das ein Mensch?. L’abbiamo prevista per il 1981,[3] e spero che ricaverà nei prossimi mesi la notizia ufficiale attraverso la S. Fischer, appena le avremo sottoposta la nostra proposizione di contratto.

Posso chiederle in questo rapporto che mi mandi di nuovo una foto Sua, ma questa volta del periodo in questione,[4] cioè dell’immediato dopoguerra, tale come lo ha utilizzato la Fischer sulla sua copertina? La ringrazio della sua gentile cooperazione e le porgo

i miei più cordiali saluti et auguri

 

AUFBAU-VERLAG
Joachim Meinert

Egr. Dott. Primo Levi
c/o Giulio Einaudi editore
Casella postale 245
Via Umberto Biancamano 1
10100 Torino
Italia

 

            18.02.1980

 

Caro Signor Levi,

Tante grazie per la Sua lettera cordiale, naturalmente siamo felici che la nostra edizione abbia trovato il consenso dell’autore. Abbiamo trasmesso i suoi ringraziamenti alla traduttrice ed alla disegnatrice della copertina. Per quanto riguarda le recensioni, finora non ne ho visto nessuna – la critica letteraria per le traduzioni di opere straniere purtroppo non è molto regolare qui – ma non mancherò di mandarvene copie quando avremo raccolto il materiale disponibile.

Intanto ho anche letto e fatto leggere la Chiave a stella da alcuni lettori esterni, ma devo dirle che malgrado i pregi incontestabili dell’opera – penso in specie alle bellissime immagini del lavoro fisico, creativo, e le riflessioni filosofiche ed umoristiche del protagonista e dell’autore su questa tematica – non potevamo deciderci finalmente per una edizione, soprattutto perché la visione del protagonista ci pare molte volte troppo limitativa, ristretta[1] e semplificatrice.[2]

Una rinuncia al Suo ultimo libro ci pare tanto più giustificata quando si pensa che finora non è uscito da noi il Suo libro senz’altro più importante: Se questo è un uomo. Ci sembra una ingiustizia e mancanza che vorremmo finalmente riparare pubblicando una nostra edizione di licenza di Ist das ein Mensch?. L’abbiamo prevista per il 1981,[3] e spero che ricaverà nei prossimi mesi la notizia ufficiale attraverso la S. Fischer, appena le avremo sottoposta la nostra proposizione di contratto.

Posso chiederle in questo rapporto che mi mandi di nuovo una foto Sua, ma questa volta del periodo in questione,[4] cioè dell’immediato dopoguerra, tale come lo ha utilizzato la Fischer sulla sua copertina? La ringrazio della sua gentile cooperazione e le porgo

i miei più cordiali saluti et auguri

 

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Joachim Meinert

Egr. Dott. Primo Levi
c/o Giulio Einaudi editore
Casella postale 245
Via Umberto Biancamano 1
10100 Torino
Italia 

 

            18.02.1980

 

Dear Mr. Levi,

Many thanks for your cordial letter; naturally, we are happy that our edition has gained the author’s approval. We have conveyed your thanks to the translator and to the artist who designed the cover. Regarding the reviews, I have not yet seen any – unfortunately, literary reviews of translations of foreign books are not very regular here – but I will not fail to send you copies when we have gathered the available material. 

In the meantime, I have read and also had external readers read The Wrench but I must tell you that despite the indisputable qualities of the book – in particular, I am thinking of the beautiful images of physical, creative work and the philosophical and humorous reflections of the protagonist and the author on this topic – ultimately we could not decide to publish it, above all because the protagonist’s vision seems to us too limitative, restricted,[1] and simplifying.[2]

Passing on your latest book seems to us even more justified if you consider that, until now, what is without a doubt your most important book, If This Is a Man, has not been published here. It strikes us as an injustice and a shortcoming that we would finally like to put to rights by publishing a license edition of our own of Ist das ein Mensch?. We have planned it for 1981,[3] and I hope that in the next few months you will receive official notification through S. Fischer, as soon as we have submitted our contract proposal to them.

May I ask you in this letter if you would send me another photograph of yourself, but this time from the period in question,[4] that is, the immediate post-war period, like the one Fischer used on its cover? I thank you for your kind cooperation and send you

My most cordial greetings and best wishes

 

AUFBAU-VERLAG
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            18.02.1980

 

Caro Signor Levi,

Tante grazie per la Sua lettera cordiale, naturalmente siamo felici che la nostra edizione abbia trovato il consenso dell’autore. Abbiamo trasmesso i suoi ringraziamenti alla traduttrice ed alla disegnatrice della copertina. Per quanto riguarda le recensioni, finora non ne ho visto nessuna – la critica letteraria per le traduzioni di opere straniere purtroppo non è molto regolare qui – ma non mancherò di mandarvene copie quando avremo raccolto il materiale disponibile.

Intanto ho anche letto e fatto leggere la Chiave a stella da alcuni lettori esterni, ma devo dirle che malgrado i pregi incontestabili dell’opera – penso in specie alle bellissime immagini del lavoro fisico, creativo, e le riflessioni filosofiche ed umoristiche del protagonista e dell’autore su questa tematica – non potevamo deciderci finalmente per una edizione, soprattutto perché la visione del protagonista ci pare molte volte troppo limitativa, ristretta[1] e semplificatrice.[2]

Una rinuncia al Suo ultimo libro ci pare tanto più giustificata quando si pensa che finora non è uscito da noi il Suo libro senz’altro più importante: Se questo è un uomo. Ci sembra una ingiustizia e mancanza che vorremmo finalmente riparare pubblicando una nostra edizione di licenza di Ist das ein Mensch?. L’abbiamo prevista per il 1981,[3] e spero che ricaverà nei prossimi mesi la notizia ufficiale attraverso la S. Fischer, appena le avremo sottoposta la nostra proposizione di contratto.

Posso chiederle in questo rapporto che mi mandi di nuovo una foto Sua, ma questa volta del periodo in questione,[4] cioè dell’immediato dopoguerra, tale come lo ha utilizzato la Fischer sulla sua copertina? La ringrazio della sua gentile cooperazione e le porgo

i miei più cordiali saluti et auguri

 

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Egr. Dott. Primo Levi
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            18.02.1980

 

Caro Signor Levi,

Tante grazie per la Sua lettera cordiale, naturalmente siamo felici che la nostra edizione abbia trovato il consenso dell’autore. Abbiamo trasmesso i suoi ringraziamenti alla traduttrice ed alla disegnatrice della copertina. Per quanto riguarda le recensioni, finora non ne ho visto nessuna – la critica letteraria per le traduzioni di opere straniere purtroppo non è molto regolare qui – ma non mancherò di mandarvene copie quando avremo raccolto il materiale disponibile.

Intanto ho anche letto e fatto leggere la Chiave a stella da alcuni lettori esterni, ma devo dirle che malgrado i pregi incontestabili dell’opera – penso in specie alle bellissime immagini del lavoro fisico, creativo, e le riflessioni filosofiche ed umoristiche del protagonista e dell’autore su questa tematica – non potevamo deciderci finalmente per una edizione, soprattutto perché la visione del protagonista ci pare molte volte troppo limitativa, ristretta[1] e semplificatrice.[2]

Una rinuncia al Suo ultimo libro ci pare tanto più giustificata quando si pensa che finora non è uscito da noi il Suo libro senz’altro più importante: Se questo è un uomo. Ci sembra una ingiustizia e mancanza che vorremmo finalmente riparare pubblicando una nostra edizione di licenza di Ist das ein Mensch?. L’abbiamo prevista per il 1981,[3] e spero che ricaverà nei prossimi mesi la notizia ufficiale attraverso la S. Fischer, appena le avremo sottoposta la nostra proposizione di contratto.

Posso chiederle in questo rapporto che mi mandi di nuovo una foto Sua, ma questa volta del periodo in questione,[4] cioè dell’immediato dopoguerra, tale come lo ha utilizzato la Fischer sulla sua copertina? La ringrazio della sua gentile cooperazione e le porgo

i miei più cordiali saluti et auguri

 

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Italia 

 

            18.02.1980

 

Dear Mr. Levi,

Many thanks for your cordial letter; naturally, we are happy that our edition has gained the author’s approval. We have conveyed your thanks to the translator and to the artist who designed the cover. Regarding the reviews, I have not yet seen any – unfortunately, literary reviews of translations of foreign books are not very regular here – but I will not fail to send you copies when we have gathered the available material. 

In the meantime, I have read and also had external readers read The Wrench but I must tell you that despite the indisputable qualities of the book – in particular, I am thinking of the beautiful images of physical, creative work and the philosophical and humorous reflections of the protagonist and the author on this topic – ultimately we could not decide to publish it, above all because the protagonist’s vision seems to us too limitative, restricted,[1] and simplifying.[2]

Passing on your latest book seems to us even more justified if you consider that, until now, what is without a doubt your most important book, If This Is a Man, has not been published here. It strikes us as an injustice and a shortcoming that we would finally like to put to rights by publishing a license edition of our own of Ist das ein Mensch?. We have planned it for 1981,[3] and I hope that in the next few months you will receive official notification through S. Fischer, as soon as we have submitted our contract proposal to them.

May I ask you in this letter if you would send me another photograph of yourself, but this time from the period in question,[4] that is, the immediate post-war period, like the one Fischer used on its cover? I thank you for your kind cooperation and send you

My most cordial greetings and best wishes

 

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Joachim Meinert


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