126. Brigitte Distler a Primo Levi, 31 dicembre 1964
Si tratta della lettera di accompagnamento di un importante dono di Distler a Levi: due gemelli d’oro realizzati su commissione.
31 Dez. 1964
Lieber Herr Dr.Levi!
Mit einem strahlenden Wintertag geht dieses Jahr zu Ende, und ich freue mich, daß ich Ihnen schreiben und etwas schenken darf. Dieses Geschenk an Sie hat mich viel Kopfzerbrechen gekostet, und ich habe Angst, Sie könnten sich darüber nicht freuen. Denn man sagte mir, ein solches Geschenk sei zu persönlich und „man” schenke Manschettenknöpfe nur dem Bruder oder einem sehr guten Freund.[1]
Ich muß gestehen, daß ich an all dies nicht gedacht habe, als ich meine Bekannte, eine Goldschmiedin, bat, mir für Sie diese Knöpfe anzufertigen. Für mich war nur eines wichtig: daß da ein Mensch ist, dem ich etwas schenken will, welchen Namen ich ihm gebe – ob Freund oder Bruder – ist in diesem Augenblick unwesentlich.
Aber vielleicht ist es falsch, so zu denken, und wenn ich mich irre, so bitte ich Sie, mir diesen Irrtum zu verzeihen. Meine Bekannte, die Ihre Bücher kennt, freute sich sehr, für Sie etwas arbeiten zu können, und sie hat mich ausdrücklich gebeten, Ihnen das zu schreiben.
Ich will nun schließen und hoffe, daß Sie über diesen kurzen und verspäteten Brief nicht traurig sind.
Mit den aufrichtigsten Wünschen für das neue Jahr und vielen herzlichen Grüßen bin ich
Ihre Brigitte Distler
31 dicembre 1964
Caro Dottor Levi!
quest’anno si chiude con una luminosa giornata d’inverno, e sono felice di poterLe scrivere e di farLe un regalo. Un regalo che mi è costato un bel po’ di rimuginio, perché temo che possa non farLe piacere. Mi è stato detto, infatti, che simili doni sono troppo personali, che i gemelli da polso “si” regalano solo a un fratello o a un caro amico.[1]
Devo confessare che a tutto questo non avevo pensato quando ho chiesto a una mia conoscente, un’orafa, di realizzare per Lei questi gemelli. Per me contava una cosa soltanto: che c’era una persona alla quale volevo fare un regalo. Qualunque nome le attribuissi – amico o fratello – in quel momento era irrilevante.
Forse sbaglio a pensare così; se è un errore, La prego di perdonarmi. La mia conoscente, che ha letto i Suoi libri, è stata molto contenta di poter lavorare per Lei e mi ha chiesto espressamente di scriverGlielo.
E adesso concludo, sperando per questa breve e tardiva lettera non La rattristi.
Con i più sinceri auguri per il nuovo anno e con tanti cordiali saluti,
Sua
Brigitte Distler