106. Kordula Bernreuther a Primo Levi, 13 settembre 1962

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Nota al testo


Kordula Bernreuther, corrispondente di Kempten (Baviera), scrive, a nome suo e della sua famiglia, di essere rimasta “colpita e sconvolta” dalla lettura di Ist das ein Mensch?.

Kempten in Allg.
Hochvogelweg 7

Am 13.9.62

 

Sehr geehrter Herr Levi!

Es tut mir leid, dass ich diesen Brief nicht in Ihrer Sprache schreiben kann, sondern in der, die Ihnen verhasst sein muss.[1]

Ich habe kürzlich Ihr Buch: Ist das ein Mensch? Gelesen und bin so beeindruckt und erschüttert, ebenso mein Mann und meine Kinder, dass ich es auch in ihrem Namen sagen möchte.[2]

Ich weiss, das ändert an der furchtbaren Zeit, die Sie durchgemacht haben gar nichts, das Verbrechen kann auch nicht, kann niemals aus der Welt geschafft werden. Ich will Sie auch nicht mit Worten des Mitempfindens quälen oder langweilen, nur danken möchte ich Ihnen. Danken für Ihre noble Haltung. Sie finden kein Wort des Zornes oder der Schmähung für Ihre Peiniger.[3] So sind Sie nicht nur für die eigene, sondern auch für die kommende Generation ein Vorbild.

Ich wünsche Ihnen noch viele glückliche Tage und bin mit grosser Achtung ihre sehr ergebene

 

Kordula Bernreuther

Kempten in Allg.
Hochvogelweg 7

13.9.62

Egregio Signor Levi,

mi dispiace doverLe scrivere questa lettera non nella Sua lingua, ma in una che sicuramente Le sarà odiosa.[1]

Ho letto di recente il Suo libro Se questo è un uomo e ne sono rimasta profondamente colpita e sconvolta, così come mio marito e i miei figli, e dunque è anche a nome loro che desidero scrivere.[2]

So bene che nulla potrà cambiare l’orrore del tempo che Lei ha vissuto, e che il crimine commesso non può – non potrà mai – essere cancellato dal mondo. Non desidero affliggerLa o annoiarLa con parole di compassione: quel che voglio è solo ringraziarLa. RingraziarLa per la Sua nobile statura morale. Nel Suo libro non c’è traccia d’ira o disprezzo verso i Suoi aguzzini.[3] Così, Lei rappresenta un esempio non solo per la Sua generazione, ma anche per quelle future.

Le auguro ancora molti giorni sereni e, con grande rispetto, Le porgo i miei più devoti saluti.

 

Kordula Bernreuther

 

Kempten in Allg.
Hochvogelweg 7

Am 13.9.62

 

Sehr geehrter Herr Levi!

Es tut mir leid, dass ich diesen Brief nicht in Ihrer Sprache schreiben kann, sondern in der, die Ihnen verhasst sein muss.[1]

Ich habe kürzlich Ihr Buch: Ist das ein Mensch? Gelesen und bin so beeindruckt und erschüttert, ebenso mein Mann und meine Kinder, dass ich es auch in ihrem Namen sagen möchte.[2]

Ich weiss, das ändert an der furchtbaren Zeit, die Sie durchgemacht haben gar nichts, das Verbrechen kann auch nicht, kann niemals aus der Welt geschafft werden. Ich will Sie auch nicht mit Worten des Mitempfindens quälen oder langweilen, nur danken möchte ich Ihnen. Danken für Ihre noble Haltung. Sie finden kein Wort des Zornes oder der Schmähung für Ihre Peiniger.[3] So sind Sie nicht nur für die eigene, sondern auch für die kommende Generation ein Vorbild.

Ich wünsche Ihnen noch viele glückliche Tage und bin mit grosser Achtung ihre sehr ergebene

 

Kordula Bernreuther

Kempten in Allg.
Hochvogelweg 7

13.9.62

Egregio Signor Levi,

mi dispiace doverLe scrivere questa lettera non nella Sua lingua, ma in una che sicuramente Le sarà odiosa.[1]

Ho letto di recente il Suo libro Se questo è un uomo e ne sono rimasta profondamente colpita e sconvolta, così come mio marito e i miei figli, e dunque è anche a nome loro che desidero scrivere.[2]

So bene che nulla potrà cambiare l’orrore del tempo che Lei ha vissuto, e che il crimine commesso non può – non potrà mai – essere cancellato dal mondo. Non desidero affliggerLa o annoiarLa con parole di compassione: quel che voglio è solo ringraziarLa. RingraziarLa per la Sua nobile statura morale. Nel Suo libro non c’è traccia d’ira o disprezzo verso i Suoi aguzzini.[3] Così, Lei rappresenta un esempio non solo per la Sua generazione, ma anche per quelle future.

Le auguro ancora molti giorni sereni e, con grande rispetto, Le porgo i miei più devoti saluti.

 

Kordula Bernreuther

 


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