Engelbert Betz, direttore di una compagnia assicurativa di Monaco, scrive di avere letto La tregua con grande voracità ed esserne rimasto assai colpito.
28 giugno 1968
Caro Signore,
La Tregua– ho letto la Sua testimonianza due volte di seguito, ciò che avviene assai di rado nelle mie letture. Posso dirLe che ritrovai la palese sincerità di Saint Exupéry[1]e spero che il Suo libro venga diramato in larga misura fra la giovinezza europea.
Le recenti vicende politiche nel mondo mi rammentano spesso le celebre parole del Suo compagno greco “guerra c’è sempre”.[2]
Le porgo i miei distinti saluti.
E. Betz
28 giugno 1968
Caro Signore,
La Tregua– ho letto la Sua testimonianza due volte di seguito, ciò che avviene assai di rado nelle mie letture. Posso dirLe che ritrovai la palese sincerità di Saint Exupéry[1]e spero che il Suo libro venga diramato in larga misura fra la giovinezza europea.
Le recenti vicende politiche nel mondo mi rammentano spesso le celebre parole del Suo compagno greco “guerra c’è sempre”.[2]
Le porgo i miei distinti saluti.
E. Betz
June 28, 1968
Dear Sir,
The Truce– I read your testimony two times in a row, something that happens very rarely when I read. I can tell you that I found the same clear sincerity as Saint Exupéry[1] and I hope your book will be widely circulated among Europe’s young people.
The recent political events in the world often remind me of the famous words of your Greek companion, “there is always war.”[2]
With my best regards.
E. Betz
28 giugno 1968
Caro Signore,
La Tregua– ho letto la Sua testimonianza due volte di seguito, ciò che avviene assai di rado nelle mie letture. Posso dirLe che ritrovai la palese sincerità di Saint Exupéry[1]e spero che il Suo libro venga diramato in larga misura fra la giovinezza europea.
Le recenti vicende politiche nel mondo mi rammentano spesso le celebre parole del Suo compagno greco “guerra c’è sempre”.[2]
Le porgo i miei distinti saluti.
E. Betz
28 giugno 1968
Caro Signore,
La Tregua– ho letto la Sua testimonianza due volte di seguito, ciò che avviene assai di rado nelle mie letture. Posso dirLe che ritrovai la palese sincerità di Saint Exupéry[1]e spero che il Suo libro venga diramato in larga misura fra la giovinezza europea.
Le recenti vicende politiche nel mondo mi rammentano spesso le celebre parole del Suo compagno greco “guerra c’è sempre”.[2]
Le porgo i miei distinti saluti.
E. Betz
June 28, 1968
Dear Sir,
The Truce– I read your testimony two times in a row, something that happens very rarely when I read. I can tell you that I found the same clear sincerity as Saint Exupéry[1] and I hope your book will be widely circulated among Europe’s young people.
The recent political events in the world often remind me of the famous words of your Greek companion, “there is always war.”[2]
With my best regards.
E. Betz
Info
Note
Tag
Mittente: Engelbert M. Betz
Destinatario: Primo Levi
Data di stesura: 1968-06-28
Luogo di stesura: Monaco
Descrizione del documento:lettera ds. su carta intestata con firma ms. a biro blu. In calce alla lettera è ds. «Egr. Sig.| Primo Levi| c/o Giulio Einaudi Editore SpA| TORINO».
Archivio: Archivio privato di Primo Levi, Torino
Segnatura: Complesso di fondi Primo Levi, Fondo Primo Levi, Corrispondenza, Corrispondenti particolari, fasc. 20, sottofasc. 1, doc. 7, f. 15
Fogli: 1, solo recto
Intestazione:ENGELBERT BETZDIPLOM-KAUFMANNSTELLV. DIREKTOR DERBAYERISCHEN RÜCKVERSICHERUNG A.G.8 MÜNCHEN 23LEOPOLDSTRASSE 4TELEFON 398027TELEX 05-23740
2OC, I, p. 341:«Era venuto il Lager per entrambi [Primo Levi e Mordo Nahum, “il greco”]: io lo avevo percepito come un mostruoso stravolgimento, una anomalia laida della mia storia e della storia del mondo; lui, come una triste conferma di cose notorie. «Guerra è sempre» [Es ist immer Krieg], l’uomo è lupo all’uomo: vecchia storia». Oltre a al continuo acutirsi della guerra del Vietnam, il primo semestre del 1968, fu segnato da diversi eventi politici e sociali di rilievo internazionale: l’inizio della Primavera di Praga (gennaio), l’assassinio di Martin Luther King (4 aprile), il maggio francese e l’assassinio di Robert F. Kennedy (5 giugno).