Davidovic si congratula con Levi per il conferimento del Premio Bagutta, di cui ha letto sulla stampa tedesca. Ha inviato una copia di Die Atempause all’ex compagno di prigionia Schmul Stern.
25.1.1967
Lieber Primo!
In der Hamburger WELT[1] habe ich eine Notiz gelesen, daß Du mit dem Bagutta-Literaturpreis ausgezeichnet wurdest.[2] Ich habe mich dazu sehr gefreut und ich gratuliere Dir auch im Namen meiner Frau aufs herzlichste.
Wir hoffen, daß auch sonst bei Euch alles in Ordnung ist, daß die ganze Familie wohlauf sich befindet. Bei uns ist Gott sei Dank alles in Ordnung.
Unsere Tochter studiert in New York in der Yeshiwa University (Stern College) und unser Sohn wird wahrscheinlich anfang Juni nach Kanada auswandern, denn die jüdische Jugend hat hier keine Zukunft.
Vom 20.12.66 – 17.1.67[3] war ich zur Kur in einem Kneippkurort in Berlebur[4]Ich glaube, daß ich mich ganz gut erholt habe. Die Kur zahlte natürlich die Wiedergutmachung.[5] Wie stehst Du mit der Wiedergutmachung?
Dein Buch habe ich auch Stern nach Israel geschickt. Er hat sich sehr gefreut es zu lesen.
Mit den herzlichsten Grüßen von Familie zu Familie
Dein
EmD
(Emil Davidovic)
25 gennaio 1967
Caro Primo,
ho letto sulla «Welt» di Amburgo[1] che ti è stato conferito il premio letterario Bagutta.[2] Ne sono molto felice e ti porgo, anche a nome di mia moglie, le mie più vive congratulazioni.
Speriamo che anche per il resto da voi vada tutto bene e che la famiglia goda di buona salute. Da noi, grazie a Dio, è tutto a posto.
Nostra figliastudia a New York alla Yeshiva University (Stern College), e nostro figlio probabilmente emigrerà in Canada all’inizio di giugno, perché la gioventù ebrea qui non ha futuro.
Dal 20 dicembre 1966 al 17 gennaio 1967[3] sono stato a fare le cure termali in una stazione dove si pratica il metodo Kneipp, a Berlebur[4] Credo di essermi ripreso piuttosto bene. Naturalmente il soggiorno terapeutico è stato pagato dal risarcimento per le vittime delle persecuzioni naziste.[5] E tu con il risarcimento a che punto sei?
Ho mandato il tuo libro anche a Stern, in Israele. Era molto contento di poterlo leggere.
Con i più cordiali saluti da una famiglia all’altra
Tuo
(Emil Davidovic)
January 25, 1967
Dear Primo!
I have read a brief article in the Hamburg newspaper Die Welt[1] stating that you were awarded the Bagutta Literary Prize.[2] I was very pleased to hear this, and send my warmest congratulations, on behalf of my wife as well.
We hope that everything else is going well for you and that the whole family is in good health. Here, thank God, everything is fine.
Our daughter is studying at Yeshiva University (Stern College) in New York, and our son will likely emigrate to Canada in early June, since the Jewish youth has no future here.
From December 20, 1966 to January 17, 1967[3]I was at a Kneipp health resort in Berleburg[4]for a course of treatment. I think it helped my recovery quite a lot. Of course, reparations paid for the treatment.[5] How are reparations going for you?
I have also sent your bookto Stern in Israel. He was thrilled to read it.
With warmest regards from our family to your family,
Yours
(Emil Davidovic)
25.1.1967
Lieber Primo!
In der Hamburger WELT[1] habe ich eine Notiz gelesen, daß Du mit dem Bagutta-Literaturpreis ausgezeichnet wurdest.[2] Ich habe mich dazu sehr gefreut und ich gratuliere Dir auch im Namen meiner Frau aufs herzlichste.
Wir hoffen, daß auch sonst bei Euch alles in Ordnung ist, daß die ganze Familie wohlauf sich befindet. Bei uns ist Gott sei Dank alles in Ordnung.
Unsere Tochter studiert in New York in der Yeshiwa University (Stern College) und unser Sohn wird wahrscheinlich anfang Juni nach Kanada auswandern, denn die jüdische Jugend hat hier keine Zukunft.
Vom 20.12.66 – 17.1.67[3] war ich zur Kur in einem Kneippkurort in Berlebur[4]Ich glaube, daß ich mich ganz gut erholt habe. Die Kur zahlte natürlich die Wiedergutmachung.[5] Wie stehst Du mit der Wiedergutmachung?
Dein Buch habe ich auch Stern nach Israel geschickt. Er hat sich sehr gefreut es zu lesen.
Mit den herzlichsten Grüßen von Familie zu Familie
Dein
EmD
(Emil Davidovic)
25 gennaio 1967
Caro Primo,
ho letto sulla «Welt» di Amburgo[1] che ti è stato conferito il premio letterario Bagutta.[2] Ne sono molto felice e ti porgo, anche a nome di mia moglie, le mie più vive congratulazioni.
Speriamo che anche per il resto da voi vada tutto bene e che la famiglia goda di buona salute. Da noi, grazie a Dio, è tutto a posto.
Nostra figliastudia a New York alla Yeshiva University (Stern College), e nostro figlio probabilmente emigrerà in Canada all’inizio di giugno, perché la gioventù ebrea qui non ha futuro.
Dal 20 dicembre 1966 al 17 gennaio 1967[3] sono stato a fare le cure termali in una stazione dove si pratica il metodo Kneipp, a Berlebur[4] Credo di essermi ripreso piuttosto bene. Naturalmente il soggiorno terapeutico è stato pagato dal risarcimento per le vittime delle persecuzioni naziste.[5] E tu con il risarcimento a che punto sei?
Ho mandato il tuo libro anche a Stern, in Israele. Era molto contento di poterlo leggere.
Con i più cordiali saluti da una famiglia all’altra
Tuo
(Emil Davidovic)
January 25, 1967
Dear Primo!
I have read a brief article in the Hamburg newspaper Die Welt[1] stating that you were awarded the Bagutta Literary Prize.[2] I was very pleased to hear this, and send my warmest congratulations, on behalf of my wife as well.
We hope that everything else is going well for you and that the whole family is in good health. Here, thank God, everything is fine.
Our daughter is studying at Yeshiva University (Stern College) in New York, and our son will likely emigrate to Canada in early June, since the Jewish youth has no future here.
From December 20, 1966 to January 17, 1967[3]I was at a Kneipp health resort in Berleburg[4]for a course of treatment. I think it helped my recovery quite a lot. Of course, reparations paid for the treatment.[5] How are reparations going for you?
I have also sent your bookto Stern in Israel. He was thrilled to read it.
With warmest regards from our family to your family,
Yours
(Emil Davidovic)
Info
Note
Tag
Mittente: Emil Davidovič
Destinatario: Primo Levi
Data di stesura: 1967-01-25
Luogo di stesura: Dortmund
Descrizione del documento:lettera ds. su carta intestata con firma ms. a biro nera.
Archivio: Archivio privato di Primo Levi, Torino
Segnatura: Corrispondenza, Corrispondenti particolari, fascicolo 22, sottofascicolo 1, f. 11.
1Nella rubrica “Notizie culturali”(“Kulturnotizien”) a pagina 8 della «Die Welt» del 17 gennaio 1967 si legge: «A Milano è stato assegnato il Premio Bagutta allo scrittore torinese Primo Levi per la sua raccolta di racconti "Storie naturali". Il libro è stato scritto sotto lo pseudonimo di Damiano Malabaila» (“Mit dem Bagutta-Literaturpreis wurde in Mailand der Schriftsteller Primo Levi aus Turin für seinen Erzählband Storie Naturali (Naturalistische Geschichten) ausgezeichnet. Das Buch hat er unter dem Pseudonym Damiano Malabaila geschrieben”).
2Il 14 gennaio 1967, Primo Levi aveva ricevuto a Milano il Premio Bagutta per Storie naturali (uscito l’anno precedente sotto lo pseudonimo di Damiano Malabaila). La traduzione tedesca di Heinz Riedt fu pubblicata nel 1968 per la casa editrice Wagner con il titolo Die Verdopplung einer schönen Dame und andere Überraschungen.
3Una cifra della data è ribattuta a macchina, impossibile stabilire se il giorno corretto sia il 16 o il 17.
4Lacuna in corrispondenza della fine del foglio, probabilmente «Berleburg».
5La Legge federale tedesca per il risarcimento delle vittime delle persecuzioni naziste (nota come Bundesentschädigungsgesetz) fu approvata il 18 settembre del 1953 ed emendata per l’ultima volta nel 1965. Le riparazioni (Wiedergutmachung) riguardavano anche i «danni al corpo o alla salute» e, pertanto, era previsto il rimborso dei trattamenti sanitari (§28 sgg.). Per un approfondimento, cfr. H. Günter Hockerts, «Wiedergutmachung. Ein umstrittener Begriff und ein weites Feld», in Nach der Verfolgung.Wiedergutmachung nationalsozialistischen Unrechts in Deutschland?, a cura di H. Günter Hockerts e C. Kuller, Wallstein Verlag, Göttingen 2006, pp. 7-34.