158. Herbert Plügge a Primo Levi, 15 gennaio 1967
Plügge invia il suo saggio in allegato a questa lettera, chiedendo di riaverlo indietro a stretto giro. Risponde quindi alle domande di Levi.
15. 1. 67
Sehr geehrter Herr Levi,
ich danke Ihnen für Ihren liebenswürdigen Brief vom 19.XI. Der Essai, vom ich sprach, und den ich Ihnen schicken darf, ist endgültig fertig. Ich danke Ihnen sehr dafür, dass Sie mir als Deutschem diese Erlaubnis gegeben haben. Ich lege ihn so bei, wie er im April im Jahrbuch für Psychologie und Psychotherapie erscheinen wird. Wenn Sie Interesse daran finden, sende ich Ihnen denn gern einen Sonderdruck.
Aber dieses Manuskript möchte ich gern in 2-3 Wochen für Vorträge, die ich im Februar in der Schweiz halten muss.
Verzeihen Sie, dass ich deutsch schreibe. Mir geht es in diener Hinsicht so wie Ihnen: ich lese und verstehe gut französisch, aber ich schreibe es ganz schlecht.
Von Staryie Doroghi weiss ich nichts mehr seit 1941. Ich war als Soldat dort einige Zeit in den Pripjat Sümpfen. Auch la „Krasnyi Dom” war damals nicht dort.
Mit meinen angelegentlichsten Empfehlungen und mit grossem Danke
Ihr ganz zugetan
Herbert Plügge
15/1/67
Stimatissimo Signor Levi,
La ringrazio per la Sua gentile lettera del 19 novembre. Il saggio di cui Le avevo parlato e che mi permetto di inviarLe è finalmente pronto nella sua versione definitiva. La ringrazio di cuore per avermi concesso la Sua autorizzazione, nonostante io sia tedesco. Lo accludo così come apparirà nell’annuario di psicologia e psicoterapia che uscirà ad aprile. Se Le interessa, sarò lieto di inviarLe un estratto.
Vorrei però avere questo manoscritto tra 2-3 settimane per le conferenze che devo tenere in Svizzera a febbraio.
Mi perdoni se Le scrivo in tedesco. A questo proposito mi trovo nella Sua stessa situazione: leggo e comprendo bene il francese, ma lo scrivo piuttosto male.
Di Staryie Doroghi non so più nulla dal 1941. Sono stato lì per qualche tempo come soldato nelle paludi del Pripjat. Anche la “Krasnyi Dom” non c’era allora.
Con i miei più cordiali saluti e la mia profonda riconoscenza
Suo devotissimo
Herbert Plügge