Levi ringrazia e si rallegra che La tregua trovi ancora consenso fra i lettori.
4 luglio 1968
Egregio Signor Betz,
Le sono molto grato per la Sua lettera: i libri hanno oggi, in generale, una vita assai breve, perciò mi rallegra leggere che La tregua circola ancora, e trova ancora consensi. In Germania, a quanto mi risulta, questo mio secondo libro non ha avuto una grande diffusione (a differenza del primo, Ist das ein Mensch, uscito vari anni fa presso la Fischer Bücherei), e sarebbe interessante ricercarne il perché.[1] Quanto alla giovinezza europea, come è noto, si occupa di tutt’altri problemi, e non saprei darle torto:[2] tuttavia l’edizione scolastica di La tregua, qui in Italia, è andata finora benino.[3]
Ancora molte grazie, anche ed in specie per l’accostamento a Saint Exupéry, che è uno dei “miei” autori.[4] Molti cordiali saluti.
Suo
4 luglio 1968
Egregio Signor Betz,
Le sono molto grato per la Sua lettera: i libri hanno oggi, in generale, una vita assai breve, perciò mi rallegra leggere che La tregua circola ancora, e trova ancora consensi. In Germania, a quanto mi risulta, questo mio secondo libro non ha avuto una grande diffusione (a differenza del primo, Ist das ein Mensch, uscito vari anni fa presso la Fischer Bücherei), e sarebbe interessante ricercarne il perché.[1] Quanto alla giovinezza europea, come è noto, si occupa di tutt’altri problemi, e non saprei darle torto:[2] tuttavia l’edizione scolastica di La tregua, qui in Italia, è andata finora benino.[3]
Ancora molte grazie, anche ed in specie per l’accostamento a Saint Exupéry, che è uno dei “miei” autori.[4] Molti cordiali saluti.
Suo
July 4, 1968
Dear Mr. Betz,
I am very grateful to you for your letter: nowadays, books have a very brief life, in general, and therefore I am happy to read that The Truce still circulates, and that it still finds consensus. As far as I know, in Germany this second bookof mine has not been widely distributed (as opposed to the first, Ist das ein Mensch, which was released several years ago by Fischer Bücherei), and it would be interesting to investigate the reason.[1] As for Europe’s young people, they are notoriously busy with entirely different problems, and I cannot blame them;[2]however, here in Italy, the scholastic edition of The Truce has gone fairly well so far.[3]
Once again, many thanks, also and in particular for comparing me to Saint Exupéry, who is one of “my” authors.[4]
Many kind regards. Your
4 luglio 1968
Egregio Signor Betz,
Le sono molto grato per la Sua lettera: i libri hanno oggi, in generale, una vita assai breve, perciò mi rallegra leggere che La tregua circola ancora, e trova ancora consensi. In Germania, a quanto mi risulta, questo mio secondo libro non ha avuto una grande diffusione (a differenza del primo, Ist das ein Mensch, uscito vari anni fa presso la Fischer Bücherei), e sarebbe interessante ricercarne il perché.[1] Quanto alla giovinezza europea, come è noto, si occupa di tutt’altri problemi, e non saprei darle torto:[2] tuttavia l’edizione scolastica di La tregua, qui in Italia, è andata finora benino.[3]
Ancora molte grazie, anche ed in specie per l’accostamento a Saint Exupéry, che è uno dei “miei” autori.[4] Molti cordiali saluti.
Suo
4 luglio 1968
Egregio Signor Betz,
Le sono molto grato per la Sua lettera: i libri hanno oggi, in generale, una vita assai breve, perciò mi rallegra leggere che La tregua circola ancora, e trova ancora consensi. In Germania, a quanto mi risulta, questo mio secondo libro non ha avuto una grande diffusione (a differenza del primo, Ist das ein Mensch, uscito vari anni fa presso la Fischer Bücherei), e sarebbe interessante ricercarne il perché.[1] Quanto alla giovinezza europea, come è noto, si occupa di tutt’altri problemi, e non saprei darle torto:[2] tuttavia l’edizione scolastica di La tregua, qui in Italia, è andata finora benino.[3]
Ancora molte grazie, anche ed in specie per l’accostamento a Saint Exupéry, che è uno dei “miei” autori.[4] Molti cordiali saluti.
Suo
July 4, 1968
Dear Mr. Betz,
I am very grateful to you for your letter: nowadays, books have a very brief life, in general, and therefore I am happy to read that The Truce still circulates, and that it still finds consensus. As far as I know, in Germany this second bookof mine has not been widely distributed (as opposed to the first, Ist das ein Mensch, which was released several years ago by Fischer Bücherei), and it would be interesting to investigate the reason.[1] As for Europe’s young people, they are notoriously busy with entirely different problems, and I cannot blame them;[2]however, here in Italy, the scholastic edition of The Truce has gone fairly well so far.[3]
Once again, many thanks, also and in particular for comparing me to Saint Exupéry, who is one of “my” authors.[4]
Many kind regards. Your
Info
Note
Tag
Mittente: Primo Levi
Destinatario: Engelbert M. Betz
Data di stesura: 1968-07-04
Luogo di stesura: Torino
Descrizione del documento:copia carbone su carta velina di lettera ds.
Archivio: Archivio privato di Primo Levi, Torino
Segnatura: Complesso di fondi Primo Levi, Fondo Primo Levi, Corrispondenza, Corrispondenti particolari, Fasc. 20, sottofasc. 1, doc. 8, f. 16
Fogli: 1, solo recto
DOI:
1Si tratta di un’impressione che Levi ha avuto sin dal 1964, anno di pubblicazione della traduzione tedesca de La tregua. Lo testimonia una lettera con Heinz Riedt del 26 dicembre 1964: «mentre per Ist das avevo subito ricevuto numerose lettere da lettori tedeschi, per Atempause, a quasi 4 mesi dall’uscita, non ne ho ancora ricevuta una. Ma forse non è tutta colpa della traduzione: l’argomento interessa meno il pubblico tedesco, ha meno effetto d’urto». Cfr. P. Levi, Il carteggio con Heinz Riedt, a cura di M. Mengoni, Einaudi, Torino 2024, p. 174.
2Così Primo Levi in una intervista con Mladen Machiedo del 1968: «Ho una figlia di vent’anni e un figlio che ne ha undici. Non leggono i miei libri. Mia figlia non li trova interessanti. Certo, esiste una grande differenza fra la mia generazione – e non solo la mia, ma anche la Sua, di trentenni – rispetto alla generazione che oggi ha circa vent’anni. Essi non hanno provato la guerra. La guerra è per loro una cosa terribile, ma astratta, una possibilità in cui non si crede seriamente. Mia figlia è mite in casa, ma è molto attiva nel movimento studentesco. Gli studenti in generale sono molto attivi, ma hanno idee confuse» (OC III, p. 32).
3L’edizione scolastica de La tregua uscì nella collana per la Scuola media di Einaudi nel 1965.
4Per un approfondimento del rapporto di Primo Levi con l’opera di Saint-Exupéry cfr. la biografia di Engelbert Betz.