100. Wolfram André a Primo Levi, 15 luglio 1962
André ringrazia per la risposta dell’autore e sottolinea che Ist das ein Mensch è assai più che un libro di ricordi.
15 Juli 1962
Herrn
Dr. Primo Levi
Turin
Corso Re Umberto 75
Sehr verehrter Herr Dr. Levi,
ich danke Ihnen aufrichtig für Ihren schönen Brief, der Schreiber wie Empfänger gleichermassen ehrt. Freilich, ich weiss nicht, womit ich diese Auszeichnung verdient habe. Denn obgleich ich mich vom Ungeist des Vergangenen zu sondern versuche bleibe ich ein Glied dieses Volkes, das ich liebe und das in der Abfolge der Jahrhunderte gleichermassen Tiefbefriedendes und dämonisch-Gefährliches hervorgebracht hat. Im Consensus der Zeiten unserer Geschichte weiss ich mich einbezogen in das Ganze, in Grösse und Schuld meines Volkes. So stehe ich vor Ihnen als ein Mit-Schuldiger an Ihrem Schicksal, am Los Ihres Volkes und an der geschändeten Menschenwürde in verflossener Zeit. Umsomehr weiss ich die Auszeichnung zu werten, mit der Sie mir auf meinen ersten Brief antworteten. Ich danke Ihnen dafür.
Ihre Bescheidenheit[1] geht zu weit: Sie unterstellen, nur einen Erlebnisbericht geschrieben zu haben, wie ihn viele Andere auch hätten schreiben können. Ich meine, dass dieser Bericht unter Ihren Händen zum Exemplarischen wuchs und mit unvergleichlicher Klarsicht das Prinzip des Übels, seine Wurzel zeigte. Sie konnten unter der Chiffre Ihres persönlichen Schicksals die Frage nach dem Menschen und seiner Würde stellen und – das ist das Schwere – gültig beantworten.
Wir haben hier Vieles und Ausführliches über das System der Konzentrationslager gelesen. Von solchen Unterrichtungen ging Information aus und am Ende der Lektüre blieben Abscheu und das Vorhaben, dass sich Solches nicht wiederholen dürfe. Am Ende Ihres Buches besteht nicht In-formation sondern Con-formation und es bleibt nicht bei den leicht zu fassenden guten Vorsätzen für die Zukunft, die so schnell zur Hand sind zur Beruhigung des Gewissens. Es kommt über ein tieferes Bewusstwerden der Mitschuld zur Möglichkeit einer echten Katharsis.
Das bestätigten mir viele Leser Ihres Buches.
Sehr verehrter Herr Dr. Levi, ich schrieb Ihnen nur, um Ihnen für Ihre Antwort zu danken. Ich erwarte von Ihnen nicht die Mühe eines Briefwechsels. So betrachte ich unseren schriftlichen Verkehr als beendet. Weiterhin verkehren werde ich mit Ihnen in Ihrem Buch, das ich wegen seiner beschwörenden Kraft und seinem literarischen Rang liebgewonnen habe.
Ich bin mit guten Wünschen
Ihr sehr ergebener
Wolfram André
Dr. Wolfram André
15/7/1962
Egr. Dott. Levi,
La ringrazio sinceramente per la Sua bella lettera, che onora in ugual misura lo scrivente e il destinatario. Certo,I non so in che modo io abbia meritato questa distinzione: poiché, per quanto io cerchi di staccarmi dal malo spirito del passato, rimango pur sempre un membro di questo popolo, che io amo, e che nel corso dei secoli ha partorito in ugual misura opere di alta pace ed altre piene di pericolo demoniaco.II In questo concorrere di tutti i tempi della nostra storia, io sono cosciente di trovarmi implicato nel tutto, nella grandezza e nella colpa del mio popolo. Sto perciò davanti a Lei come un complice del Suo destino, del destino del Suo popolo, e della dignità umana ferita nel recente passato. Tanto meglio posso valutare la distinzione che Ella mi fece scrivendomi in risposta alla mia prima lettera.
La Sua modestia[1] è eccessiva: Lei sostiene di avere solo scritto un libro di ricordi, come molti avrebbero potuto fare. Secondo me, questa relazione, nelle Sue mani, è salita al livello dell’esemplare, e ha dimostrato con incomparabile chiarezza il principio del Male e la sua radice. Attraverso la cifra della SuaIII esperienza personale, Lei ha saputo porre il problema dell’Uomo e della sua dignità, e (era questo il punto più arduo) risolverlo in modo valido.
Abbiamo letto qui molti libri esaurienti sul sistema dei Campi di Concentramento. Erano fonti di informazione, dalla cui lettura si ricavava un senso di orrore, e il proposito di impedirne il ripetersi. Alla fine del Suo libro, il lettore acquista non già informazione, ma conformazione, e non può limitarsi alle buone intenzioni per il futuro, che si trovano a portata di mano per acquietare le coscienze: ma è portato ad una più profonda presa di coscienza delIV suo concorso alla colpa, e quindi alla possibilità di una vera catarsi. Questo mi confermano molti lettori del Suo libro.
Egregio dottor Levi, Le ho scritto soltanto per ringraziarLa della sua risposta. Non mi aspetto che Lei si disturbi a scrivermi nuovamente, e considero pertanto finito il nostro scambio di lettere. Continuerò ad essere in comunicazione con Lei attraverso le Sue pagine, a cui ho posto amore per la loro forza evocativa e per la loro altezza letteraria.