Waltraud Falter
Biografia
di Simone Ghelli
Waltraud Falter, la poetessa di Deggendorf
Waltraud Falter nasce il 27 febbraio 1920 a Deggendorf, in Baviera. Il padre, Franz Falter (1885–1927), calzolaio, proveniva da una famiglia di artigiani di Metten, piccolo comune nei pressi di Deggendorf. La madre, Anna Falter (1886–1967), di professione ostetrica, sposò Franz dopo essere rimasta vedova; dal suo primo matrimonio erano nati due figli, Jörg e Anna Spranger.
Franz Falter muore nel 1927 a seguito delle complicanze di un’intossicazione da gas subita durante la Prima guerra mondiale.
Terminati gli studi elementari, Waltraud decide, ancora giovanissima, di restare con la madre e di occuparsi insieme a lei della famiglia.
Appassionata di poesia, a quindici anni scrive i suoi primi versi in maniera del tutto autodidatta, ispirandosi all’opera di poeti e scrittori del romanticismo tedesco tardo-ottocentesco come Joseph Freiherr von Eichendorff, Eduard Mörike e Adalbert Stifter.
Vivrà una vita appartata e si terrà sempre lontana dal pubblico. Sua madre morirà nel 1956 e, da quel momento, Falter rimarrà sola, dedicandosi alla scrittura e guadagnandosi da vivere grazie ad alcuni lavori occasionali. Nel 1972 sarà costretta ad abbandonare la casa in cui aveva sempre vissuto con i genitori a causa di un crollo improvviso. Trascorrerà il resto dei suoi giorni insieme alla famiglia della nipote paterna Helga Hierath.

Fonte Archivio Privato Primo Levi
Dopo una lunga malattia, muore a Deggendorf il 22 gennaio 1976, a soli 56 anni.
Il giorno del funerale, l’attore locale Günther Holbeck recitò in suo onore la poesia di Friedrich Schiller Die Teilung der Erde («La spartizione della terra»):
Prendete il mondo! Disse Zeus dalle sue cime,
Agli uomini, prendete, sarà vostro.
Ve lo dono in eredità e in legato eterno,
Spartitelo però come fratelli.Allora ciò che ha mani si affretta a sistemarsi,
Giovani e vecchi, tutti si affaccendano.
Il contadino colse i frutti della terra,
Il gentiluomo andò a caccia nel bosco.Prende il mercante quanto sta nei magazzini,
L'abate sceglie il vino nobile invecchiato,
Il re mette barriere a ponti e strade,
E dice: la decima è mia.Tardissimo, da tempo ormai si era spartito,
Giunse il poeta, veniva da lontano,
Ma ovunque non c'era più nulla in vista
E tutto aveva il suo padrone.Povero me! Così fra tutti solo io
Sarò scordato, il tuo figlio più fedele?
Così risuonò alto il suo lamento
Ed egli si prosternò al trono di Giove.Se tu indugiasti nella terra dei sogni,
Rispose il dio, con me non lamentarti.
Dov'eri mai quando si spartì il mondo?
Con te, disse il poeta, io stavo.Il mio occhio era attratto dal tuo volto,
Il mio orecchio dall'armonia del cielo tuo.
Perdona allo spirito che, dalla tua luce inebriato,
Smarrì ciò che è terreno!Che fare! Disse Zeus, già preso è il mondo,
Non son più miei l'autunno, la caccia e il mercato.
Se tu con me vuoi viver nel mio cielo,
Quando verrai per te rimarrà aperto.
L’opera postuma di Waltraud Falter
Waltraud Falter scrisse più di seicento poesie, nessuna delle quali venne pubblicata mentre era in vita.
Dopo la sua scomparsa, il fratello Jörg Spranger — musicista e compositore — decise di valorizzare il lascito della sorella curando la pubblicazione delle poesie che Falter stessa aveva trascritto e redatto poco prima di morire.
Nel 1981 la casa editrice Morsak diede alle stampe la raccolta A Bleamesträußl («Un mazzolin di fiori»). Scritti prevalentemente in dialetto bavarese, i versi qui contenuti affrontano tematiche intimistiche, religiose e filosofiche, alternando solennità e ironia.

Dieci anni più tardi, nel 1991, uscì per lo stesso editore Kleine Zoologie in Gedichten und Geschichten («Piccola zoologia in versi e racconti»), che raccoglie le poesie dedicate agli animali.

In occasione del centenario della nascita di Waltraud Falter, nel febbraio 2020 si è tenuta a Deggendorf una serata commemorativa a cura dello storico e scrittore bavarese Anton Halser.
Riferimenti e bibliografia
Le informazioni sulla vita di Waltraud Falter sono tratte dalle note biografiche presenti in:
W. Falter, A Bleamesträußl, Morsak Verlag, Grafenau 1981, pp. 39-42.
W. Flater, Kleine Zoologie in Gedichten und Geschichten, Morsak Verlag, Grafenau 1991, pp. 7 e 39.
Si ringrazia infine Anton Halser per la condivisione di notizie biografiche, testi inediti e il programma della serata commemorativa del 27 febbraio 2020.La poesia Die Teilung der Erde di Friedrich Schiller è qui citata nella traduzione di Giovanna Pina presente in F. Schiller, Poesie filosofiche, Feltrinelli, Milano 2014, pp. 72-75.
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