Noomi Blumenfeld-Peritz

Biografia


di Simone Ghelli e Martina Mengoni

Vita di Noomi Blumenfeld (1927-2012)

Noomi Blumenfeld nasce il 15 gennaio 1927 nel distretto di Fraustadt-Grenzmark della Prussia occidentale (oggi Wschowa, in Polonia) da Paul Blumenfeld, avvocato, e Eva Sachs. I Blumenfeld sono una famiglia di ebrei tedeschi. Prima di sposare Eva, Paul era stato legato a Magdalene Schmidt, sorella del grafico Eugen Hartung e, dal 1923, moglie del pittore Konrad Schmid. A un anno di distanza da Noomi, il 16 gennaio 1928 nasce il secondogenito Richard. Negli anni successivi i Blumenfeld avranno altri due figli, Klaus e Ludwig. Dell’infanzia di Noomi sappiamo solo che frequenta le scuole dal 1935 al 1939 a Niehagen, nel Meclemburgo, ma ignoriamo quando e per quale motivo la famiglia si era trasferita dal confine orientale alla costa baltica della Germania.

Scheda della Reichsvereinigung der Juden di Noomi Blumenfeld.
Fonte Arolsen Archives.

La vita della famiglia Blumenfeld è segnata tragicamente dalla deportazione nazista. A seguito del pogrom della notte dei cristalli, Paul ed Eva sono probabilmente arrestati e deportati, ma riescono in qualche modo a mettere in salvo i figli: Noomi e Richard sono presi in custodia da due orfanotrofi ebraici di Berlino, rispettivamente il Reichenheim (a Pankow) e l’Auerbach, in Schönhauser Allee. Nel 1939, Noomi riesce a partire con un Kindertransport, con direzione Londra; anche Klaus e Ludwig partiranno, ma per l’Australia, dove verranno adottati dal rabbino Samuel Billigheimer (1889-1983), che era riuscito a emigrare a Melbourne dopo essere fuggito da Dachau (anche lui, come i coniugi Blumenfeld, deportato dopo la Kristallnacht).

Il secondogenito Richard Blumenfeld non avrà la stessa fortuna dei fratelli e della sorella: resterà infatti all’Auerbach sino al 19 ottobre 1942, quando insieme con 60 bambini e 3 educatori sarà deportato nel ghetto di Riga con l’Osttransport 21, uno dei molti convogli utilizzati per il trasferimento degli ebrei tedeschi nei ghetti dei paesi baltici. Sull’Osttransport 21 furono stipate 959 persone, con un’età media di 36,7 anni. All’arrivo a Riga, dopo tre giorni di viaggio, solo 81 uomini adulti vennero selezionati per il lavoro forzato nelle strutture industriali belliche che gravitavano attorno al ghetto. Tutti gli altri, compresi i bambini, furono fucilati nelle foreste di Rumbula e Biķernieki.

Gruppo di ragazzi dell'orfanotriofio Auerbach di Berlino, 1939-1942. Fonte Jüdisches Museum Berlin.
I due adulti al centro della foto sono: la direttirce Margarete Timendorfer (sulla sinistra) e l'educatore Peter Süssmann (sulla destra). In una lettera del 17 ottobre 1946 all'ITS, Noomi Blumenfeld dice di aver avuto informazioni sulla partenza del fratello Richard per Riga da Timendorfer.

Non sappiamo nulla del periodo londinese di Noomi nei sei anni del conflitto mondiale, anni che coincisero con la sua adolescenza: non sappiamo se fu accolta in una famiglia o presa in carico in un istituto. Del 1946 è la prima di una serie di lettere con cui la ragazza, all’epoca diciannovenne, si mette alla ricerca disperata del fratello Richard, con la speranza che sia riuscito a sfuggire alle deportazioni. In queste lettere, Noomi racconta di aver ricevuto da lui un’ultima comunicazione tramite la Croce Rossa, nell’ottobre 1942, in cui annunciava l’imminente deportazione a Riga.

Dettaglio di una lettera di Noomi Blumenfeld all'International Tracking Service del 1946 per rintracciare il fratello Richard.
Fonte Arolsen Archive e Yad Vashem

A Londra, la giovane conosce il suo futuro marito Curt Peritz, con il quale avrà un figlio, Richard, nel 1947.

Negli anni Cinquanta, troviamo la famiglia Peritz di nuovo in Germania. Alcuni documenti, datati giugno-luglio 1955, attestano la loro richiesta di visto per partire per Melbourne e ricongiungersi così con i fratelli minori di Noomi, Klaus e Ludwig. In quei mesi, sembra che i Peritz si fossero stabiliti in una pensione di Berlino ovest, forse arrivati lì da Hanau, a est di Francoforte. Sebbene il professor Billigheimer, a questo punto in pensione, si fosse attivato come garante per facilitare le procedure di visto, l’ambasciata australiana di Colonia rifiuta la richiesta dei Peritz che, impossibilitati a emigrare in Australia, decidono di trasferirsi in Israele. È da qui, e per la precisione da Haifa, che Noomi scrive a Primo Levi dopo aver letto Se questo è un uomo; ed è sempre da Haifa che continua anche a cercare il fratello tramite tutti i canali disponibili, dalla Croce Rossa all’International Tracking Service (Arolsen).

Dettaglio di una lettera di Noomi del 1985 in cui di nuovo chiede all'ITS di fare una ricerca sul fratello. Fonte Arolsen Archive e Yad Vashem.
Dettaglio della lettera di Noomi a Primo Levi degli anni Sessanta. Fonte Archivio Privato di Primo Levi.

A fine anni Ottanta, Noomi si trasferisce con il marito negli Stati Uniti, a Lauderhill, in Florida. I documenti dello Yad Vashem relativi a Richard, Paul ed Eva Blumenfeld confermano che nel 1994 Noomi Peritz registrò i loro nomi tra gli elenchi delle vittime delle deportazioni, confermando con ciò la morte del fratello che a lungo aveva sperato di rintracciare e ritrovare.

Noomi Blumenfeld Peritz muore in Florida il 24 novembre 2012.

Riferimenti e bibliografia

Le informazioni sulla vita di Noomi Blumenfeld-Peritz sono tratte dalla documentazione a suo nome presente negli registri degli Arolsen Archives e dello Yad Vashem.

Si ringrazia Daniel Lehmann dell'Ufficio Informazioni Bibliografiche dello Yad Vashem per il supporto e il rinvenimento dei fascicoli sulla famiglia Blumenfeld e Peritz.

Carteggi


Il carteggio si compone di una sola lettera senza data. Noomi Peritz scrive a Primo Levi in inglese da Haifa, presumibilmente negli anni Sessanta.

Nella lettera, Peritz racconta di aver vissuto un’esperienza simile a quella di Levi:

In quanto bambina ebrea tedesca, sono stata deportata nel ghetto di Riga all’inizio del 1943 e da lì nei campi di Kaiserwald-Stutthof.

Grazie alle ricerche d’archivio, sappiamo che l’esperienza di deportazione che Noomi attribuisce a se stessa è invece quella del fratello Richard Blumenfeld; o meglio, quella che Noomi, a quell’altezza cronologica, sperava essere stata la sorte del fratello, che sicuramente fu deportato a Riga a fine 1942 ma che lì morì subito trucidato dalle SS. I pochi sopravvissuti agli eccidi del ghetto furono in effetti trasportati a Kaiserwald e poi a Stutthof; qui, per esempio, finì l’educatore di Richard, Peter Sußmann, deportato con lui a Riga, che poi morì a Buchenwald. Noomi riuscì invece a scappare da Berlino nel 1939 con un Kindertrasport. 

La Noomi Blumenfeld che arriva a Londra nel 1939 e lì rimane per tutto il conflitto mondiale è la stessa Noomi Peritz che scrive a Levi. Lo sappiamo innanzitutto grazie alla corrispondenza calligrafica dei documenti fornitici da Yad Vashem e dagli Arolsen Archives, ovvero le lettere con cui, nel 1946, nel 1985 e nel 1993 la donna chiede insistentemente informazioni sul fratello all’International Tracking Service. La Noomi che nel 1946 si firma Blumenfeld perché ancora non è sposata è la stessa che negli anni successivi, dopo il matrimonio con Curt Peritz, si firmerà con il cognome del marito. Inoltre, l’indirizzo della lettera del 1985 coincide con quello della missiva scritta a Levi. 

In queste lettere, Noomi racconta che l’ultimo contatto con il fratello Richard fu nel 1942, quando ricevette un messaggio tramite la Croce Rossa in cui il ragazzo, di un anno più piccolo di lei e residente nell’orfanatrofio ebraico Auerbach di Berlino, annunciava l’imminente deportazione per il ghetto di Riga. Noomi evidentemente era venuta a conoscenza della destinazione che ebbero gli ebrei una volta liquidato il ghetto di Riga: il campo di concentramento di Kaiserwald e poi, nel 1944, il passaggio al campo di sterminio di Stutthof (cfr. note 2, 3,4 della Lettera 155).

Al momento non possiamo dire con certezza perché Noomi trasferisca su di sé la storia del fratello; neppure è emerso un suo manoscritto che prova la volontà di raccontare la storia di Richard Blumenfeld.

Tutte le lettere


Lettere di Noomi Blumenfeld-Peritz


155. Noomi Peritz a Primo Levi, s.d.

Lettere a Noomi Blumenfeld-Peritz


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