Kordula Taube-Bernreuther 

Biografia


di Riccardo Curcurù

L’infanzia e l’adolescenza

Copertina del libro di Florian Bernreuther sulla vita della madre Kordula. Per gentile concessione di F.B.

La vita di Kordula Taube (Bernreuther da sposata) che qui vi presentiamo è ricostruita prevalentemente grazie a un libro biografico che le ha dedicato il figlio Florian, Mutter(n) auf Tour(en). Von China ins Allgäu: ein Zug durchs Jahrhundert (“Madre/i in viaggio. Dalla Cina all’Algovia: un treno attraverso il secolo”), uscito nel 2000 per la Fouqué Literaturverlag. Già dal titolo si intuisce che la vita della donna è stata segnata da viaggi e continui spostamenti; in Asia, in Europa e poi ancora in Oceania.

Kordula Taube nasce infatti nel 1913 a Qingdao, in Cina, colonia tedesca fino al 1922. È qui che il padre – nato a Berlino nel 1883 – lavora come insegnante di lingue, ed è qui che fa ritorno con la giovane moglie Ottilie Weihs (1890) dopo il matrimonio celebrato in Boemia nel 1912, regione di origine della moglie. Così Florian sul periodo trascorso in Cina dalla madre:

Sebbene all'inizio del XX secolo ogni emigrazione richiedesse anche un certo spirito d'avventura, le condizioni economiche per i dipendenti pubblici nelle colonie tedesche erano favorevoli [...]. Era perfettamente normale che i genitori di mia madre avessero tre domestici: una tata, un cuoco e un facchino.

Cartolina della colonia tedesca di Tsingtau (Qingdao) del 1911.
Fonte: Wikimedia commons.

Nel 1914 la coppia lascia la Cina per la Boemia. Presa la via del mare, i giovani coniugi e la piccola Kordula di appena un anno raggiungono Bombay e da lì il canale di Suez, nel frattempo chiuso dalle autorità britanniche a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale. In Egitto, è loro imposta una quarantena di sei settimane, finita la quale la famiglia può riprendere il viaggio in direzione di Genova; da qui raggiungono Vienna, e poi finalmente la Boemia.

Il padre, immediatamente arruolato e dislocato a Est, è costretto a lasciare la moglie ventriquattrenne e la figlia, le quali, per tutto il periodo di guerra, vivono in condizione di precarietà e povertà. Al suo ritorno, nel novembre del 1918, Kordula non lo riconosce, essendo cresciuta per quattro anni senza di lui. 

Roß Straße a Glatz in una cartolina dell'inizio del XX secolo. Fonte: Wikimedia commons.

A questo punto la famiglia si stabilisce a Berlino, dove il padre si arruola volontario nella neonata Difesa del Reich ("Reichswehr"), il nuovo corpo militare della Repubblica di Weimar che si andava ricostruendo dopo il disastro della Prima guerra mondiale.

Poco dopo però, nell’ottobre del 1920, il signor Taube ottiene la direzione di una scuola militare della città di Glatz, in Slesia (oggi Kłodzko, nell'attuale Polonia), e tutta la famiglia vi si trasferisce. Nel frattempo è nata la secondogenita Ulli. Kordula prosegue gli studi e si diploma al liceo di Glatz nel 1932, specializzandosi in moda e storia dell'arte.

La formazione alla scuola di moda

Pubblicità della casa di moda Weissbein di Breslavia, uscita in un numero dello Schlesische Illustrierte Zeitung del novembre 1931. Fonte: risorse digitali della Biblioteka Cyfrowa della Uniwersytet Wroclawski.

Terminato il liceo, Kordula si trasferisce a Breslavia per lavorare come apprendista nel prestigioso atelier di moda Weissbein, dove riesce a entrare soltanto dall’aprile al settembre del 1936. Fiutato il clima del tempo, infatti, i proprietari dell’azienda, di origine ebraica, decidono di chiudere il laboratorio ed emigrare a Tel Aviv. Secondo quanto riporta Florian Bernreuther, «nell’atelier di moda Weissbein lavoravano in totale venticinque donne, sedute ai tavoli, con tre o quattro macchine da cucire, ed era loro proibito parlare durante il lavoro. Di conseguenza, la grande sala era silenziosa come una tomba. Mia madre era sorvegliata da una cosiddetta caposquadra al tavolo delle gonne».

Grazie al suo statuto di apprendista, Kordula riesce ad essere esentata dal Servizio del lavoro del Reich (“Reichsarbeitsdienst”) e si trasferisce a Monaco, dove frequenta la Deutsche Meisterschule für Mode (“Scuola Superiore Tedesca di Moda”) fondata e diretta dalla stilista e artista Gertrud Kornhaas-Brandt.

Bozzetto di Gertrud Kornhaas-Brandt, 1918. Foto: © MAK Fonte: MAK – Museum für angewandte Kunst, Wien.
La Deutsche Meisterschule für Mode di Monaco nella sua sede storica, nella via di Roßmarkt. Fonte: Wikimedia Commons.  

Il Natale del 1936 lo trascorre a Vienna, ospite degli zii. Ma, stando sempre al racconto del figlio Florian, Kordula si trova di fronte a un'amara sorpresa. La coppia è infatti diventata nazionalsocialista, e la ragazza resta sconvolta dall’antisemitismo che si respira in quella casa, che cozza con l’atteggiamento affettuoso degli zii nei suoi confronti. Così racconta Florian:

Il Natale si avvicinava e lei decise di trascorrere le vacanze con i suoi parenti a Vienna, cioè con lo zio “Jullius” e sua moglie Kamilla. Nonostante l'immutata allegria [...], qualcosa era cambiato. Suo zio era diventato un convinto nazionalsocialista. Mia madre sapeva che aveva detestato gli ebrei fin da studente, ma il fatto che questa avversione fosse ora espressa in modo così veemente, persino primitivo, la sconvolgeva.

Cartolina di Hirschberg raffigurante uno dei mercati della città tra gli anni Trenta e Quaranta. Fonte: Wikimedia commons.

Contrariamente ai congiunti di Vienna, Ottilie Weihs, madre di Kordula, sviluppa una convinta avversione per il nazismo, sebbene la motivazione non sia delle più nobili: ai suoi occhi, infatti, Hitler non risulta abbastanza raffinato per ricoprire l’incarico di Cancelliere.

Intanto, dopo quindici anni trascorsi a Glatz, nel 1938 i genitori e la sorella Ulli si spostano a Hirschberg (oggi Jelenia Góra, in territorio polacco), dove il padre è chiamato a dirigere la scuola militare locale. Benché la situazione della popolazione ebraica in territorio tedesco diventi sempre più difficile, grazie allo status del padre la famiglia di Kordula riesce a mantenere i contatti con gli amici di lunga data Kurt Effenberg e la moglie di lui Else, di origine ebraica, anche loro residenti nella bassa Slesia. Ricorderà più tardi Florian:

«Non è noto come e quali misure la famiglia Effenberg adottò in quegli anni. Si sa solo che la figlia maggiore sposò un avvocato “ariano”e si trasferì con lui in Bolivia. Kurt Effenberg era riuscito a diventare console onorario della Bolivia a Breslavia, e godeva quindi dell’immunità diplomatica [...]. I contatti potevano ancora essere mantenuti», e anche se «“Zia Else”ora viveva una vita completamente isolata, l’emigrazione non fu mai presa in considerazione».

Nel 1938 Kordula raggiunge Hirschberg per trascorre le vacanze estive in famiglia. Ma sarà un’estate segnata da un evento tragico, che la giovane ragazza non dimenticherà mai. Durante un’escursione in montagna, infatti, il padre muore improvvisamente davanti ai suoi occhi e a quelli della madre. 

Kordula torna a Monaco in ottobre per completare il percorso accademico. Superati gli esami finali nell’estate del 1939, allo scoppio della Seconda guerra mondiale fa immediatamente ritorno a Hirschberg, dove trova lavoro presso la Schlesische Zellwolle, importante fabbrica locale di fibra tessile di cellulosa. La fabbrica rientrava nel Piano Quadriennale per l’economia tedesca affidato a Hermann Göring, e in questa cornice proprio dal ’39 era parte del gruppo Phrix (“Phrix-Werke Arbeitsgemeinschaft”), che univa diverse aziende leader del settore allo scopo di controllare l’intera industria tedesca della cellulosa, considerata essenziale per lo sforzo bellico.

Dettaglio di un documento del Central Intelligence Group degli Stati Uniti dove si evidenzia la centralità della Schlesische Zellwolle di Hirschberg all’interno del Piano Quadriennale di Hermann Göring (cfr. Punto 3). Fonte: CIA Reading Room.
Un numero del 1933 della rivista Hella, della Beyer Verlag. Fonte: collezione privata.

Ma alla fine del 1940 Kordula riceve un’offerta dalla casa editrice Beyer-Verlag di Lipsia, specializzata in riviste di moda, che ha avuto il suo contatto dalla scuola di Monaco. Si trasferisce quindi a Lipsia nei primi mesi del 1941. 

Il matrimonio e la guerra

In questo periodo la giovane Kordula mantiene un fitto contatto epistolare con gli amici del periodo monacense. Tra questi c’è anche Josef Bernreuther, giovane studente di filologia conosciuto sul treno durante un viaggio in Italia con i compagni della scuola di moda durante le vacanze di Pasqua del ’38, pochi mesi prima della tragica estate segnata dalla morte del papà.

Fotografia del matrimonio di Kordula e Josef, fonte: Florian Bernreuther, Mutter(n) auf Tour(en). Von China ins Allgäu: ein Zug durchs Jahrhundett, cit. Josef veste l’uniforme della Wehrmacht.

Josef Bernreuther, classe 1908, originario di Memmingen (vicino Kempten) era figlio Karl, lattaio. All’età di sei anni aveva perso la madre dopo una lunga malattia, e da quel momento era stata la sorella a fare per lui le veci materne. Il padre era morto nel 1938, un anno prima che il giovane Josef finisse il suo addestramento a Monaco nel reparto della contraerea e venisse arruolato come ufficiale di riserva. 

Giunta a Lipsia all’inizio del ’41, dunque, è per via epistolare che Kordula riceve una proposta di fidanzamento da Josef, in quel momento di stanza nella Francia settentrionale. Ottenuto un permesso speciale per rientrare in Germania, i due si sposano alla fine dello stesso anno. 

I primi anni di matrimonio sono segnati dalla distanza dovuta al conflitto: i giovani sposi si ricongiungono soltanto nei periodi di licenza militare di lui, e durante uno di questi intervalli, nell’estate del ’42, visitano Monaco. Kordula vuole mostrare al marito la scuola di moda frequentata negli anni precedenti e presentargli la direttrice, con cui è rimasta in buoni rapporti. Scrive a proposito Florian:

Durante la conversazione, venne a sapere che una scuola professionale femminile [Landfrauenschule] stava cercando un’insegnante di ricamo, e mia madre fu incoraggiata a candidarsi.

Kordula non si lascia scappare l’opportunità, e dall’aprile del 1943 comincia il nuovo lavoro nella cittadina di Bärwalde (oggi Mieszkowice, situata in Polonia al confine nord-occidentale con la Germania). Ma l’edificio che ospita la scuola è presto requisito e trasformato in ospedale militare, e la scuola stessa trasferita nel paese di Heinersdorf, nel Brandeburgo orientale, a una quarantina di chilometri da Berlino. Nel frattempo, alla fine dello stesso anno il marito è dislocato a Riga.

Proprio a partire dal 1943 si intensificano le incursioni aeree su Berlino, e ciò non può non condizionare anche lo spazio circostante. La capitale diventa teatro di una pesante campagna di bombardamenti, operata principalmente dall’aviazione britannica, la Royal Air Force (RAF), passata alla storia col nome di Battaglia di Berlino. Secondo quanto riporta Florian, da Heinersdorf le insegnanti e le allieve «potevano sentire e vedere le terribili conseguenze del bombardamento di Berlino». Con insistenza, quindi, Josef Bernreuther incita la moglie a lasciare la scuola, cosa che avviene solo nel dicembre del ’44. Tornata a Hirschberg per recuperare la madre e la sorella Ulli, da qui Kordula parte con loro alla volta della più sicura Kempten, città dell’Algovia dove risiede la sorella di Josef. È il 25 febbraio 1945. 

Mappa degli obiettivi da colpire durante una delle incursione aeree della RAF. In alto a sinistra si leggono i nomi delle stazioni ferroviarie di Tempelhof, Anhalter e Potsdamer; a destra si legge l’anno, 1943. Fonte: Royal Air Force Museum.

La vita a Kempten

Terminata finalmente la guerra, Josef fa ritorno a Kempten nel settembre del ’45, dopo un breve periodo di prigionia trascorso sotto l’autorità dell’esercito americano. La coppia decide di stabilirsi definitivamente a Kempten, dove Josef ha nel frattempo ottenuto un posto di insegnante di lingue presso il liceo cittadino. Nel dicembre del 1946 nasce il loro primo figlio, Florian; poco più di un anno più tardi, nel gennaio del ’48, nasce Monika, la loro secondogenita. 

Kordula ritratta in fotografia nel 1950 con i figli Monika (a sinistra) e Florian (a destra). Fonte: Florian Bernreuther, Mutter(n) auf Tour(en). Von China ins Allgäu: ein Zug durchs Jahrhundett, cit.

I coniugi Bernreuther si impegnano attivamente nella politica cittadina. Josef entra nell’Unione Cristiano Sociale (CSU), di cui diventa segretario locale, mentre Kordula è presidente della comunità femminile locale dello stesso partito, poi ribattezzata Frauen-Union (“Unione delle donne”). Ancora nel 2005, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della Frauen-Union di Kempten, la figura di Kordula, insieme a quella di altre ex presidenti, verrà ricordata per il grande impegno e per la modernità di azione.

Intorno alla casa dei Bernreuther si crea un piccolo circolo intellettuale frequentato da avvocati, filologi, bibliotecari, e alimentato dal costante impegno di Josef come insegnante all’Università popolare di Kempten. È in questo periodo che Kordula e Josef Bernreuther, come anche i loro figli, leggono Ist das ein Mensch? e che la donna decide di scrivere a Primo Levi a nome di tutta la famiglia. Il contatto epistolare con l’autore di Se questo è un uomo sarà un argomento di cui si parlerà molto in famiglia, cosa che si evince dalla lettera inviata da Kordula (cfr. Lettera 106) e che ha trovato conferma in una testimonianza fattaci dal figlio Florian. Kordula conserverà la lettera di risposta di Primo Levi all’interno dell’edizione tedesca de La tregua (Die Atempause), uscita nel 1964.  

Riproduzione della lettera di Primo Levi a Kordula Bernreuther. Sul lato sinistro si intravede il frontespizio dell'edizione tedesca de La tregua, dove Kordula conserverà la risposta dell'autore. Fonte: Archivio privato di Florian Bernreuther.

Intanto, i figli della coppia crescono. Monika lascia il liceo per la scuola alberghiera, terminata la quale comincia la propria esperienza lavorativa in giro per la Germania. Ma stanca dell’atmosfera degli Hotel di lusso, nel 1971 decide di trasferirsi in Australia, dove conosce immediatamente un allevatore di bestiame con cui si sposa all’inizio del 1972. Dal canto suo, Florian intraprende gli studi in Scienze politiche all’Università di Monaco, e anche lui si sposa all’inizio del 1972. 

Nel 1976 Josef muore improvvisamente all’età di sessantotto anni; un duro colpo per Kordula, che con il tragico evento decide di allontanarsi da Kempten e di trascorrere un periodo in Australia dalla figlia Monika, dove tra il 1977 e il 1989 si recherà regolarmente. Tre anni dopo, nel 1979, è l’adorata madre Ottilie a mancare.  

Gli anni che seguono sono segnati da numerosi viaggi in Australia fino alla malattia della figlia, cui alla fine del 1989 è diagnosticato un cancro. Monika si reca quindi a Kempten per trascorrere del tempo con la famiglia; è l’ultima volta che i parenti la vedranno: morirà infatti in Australia nel 1992.  

All’inizio del nuovo millennio, all’età di ottantasette anni, Kordula Bernreuther è ancora parecchio attiva, tanto da valutare di viaggiare in Inghilterra con il figlio Florian e la famiglia di lui. 

Kordula Taube Bernreuther muore a Kempten il 28 febbraio del 2014.

Articolo del 1 luglio 1997 sulla vita di Kordula Bernreuther apparso sul quotidiano regionale «Allgäuer Zeitung». Nella foto a sinistra compare Kordula neonata in braccio alla madre e vicino a una bambinaia cinese; a destra la donna nel 1997 mentre legge un diario del padre.
Fonte: Stadtarchiv Kempten.

Riferimenti e bibliografia

Le informazioni sulla vita di Kordula Bernreuther e della sua famiglia sono state ricavate attraverso alcuni scambi con il figlio Florian, e soprattutto attraverso il suo libro: Florian Bernreuther, Mutter(n) auf Tour(en). Von China ins Allgäu: ein Zug durchs Jahrhundert (“Madre/i in viaggio. Dalla Cina all’Algovia: un treno attraverso il secolo”), Fouqué Literatur Verlag 2000. Altre informazioni sono state tratte da un articolo apparso sul quotidiano «Allgäuer Zeitung» di Kempten in occasione del termine del controllo britannico su Hong Kong; cfr s.a, Eine 84jährige Kemptenerin erinnert sich an China (“Una donna di 84 anni di Kempten ricorda la Cina”), in «Allgäuer Zeitung», 1 luglio 1997, p. 23. 

Le informazioni relative alla Schlesische Zellwolle sono state principalmente tratte dalla scheda archivistica della società in oggetto consultabile negli Archivi storici della stampa del XX secolo del Leibniz-Informationszentrum Wirtschaft (Centro di informazione Leibniz per l’economia), URL: https://pm20.zbw.eu/folder/co/0443xx/044336/about.de.html; dal portale KuLaDig del Landschaftsverband Rheinland (Associazione regionale della Renania), URL: https://www.kuladig.de/Objektansicht/KLD-252442#id2; e ancora dal documento del 1947 della Central Intelligence Group degli Stati Uniti consultabile sul sito della CIA, URL: https://www.cia.gov/readingroom/docs/CIA-RDP82-00457R000900220001-1.pdf.

Le informazioni relative alle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della Frauen-Union di Kempten e ai riferimenti a Kordula Bernreuther sono state tratte dall'articolo redazionale dell’«Allgäuer Zeitung», dal titolo Seit 50 Jahren ein Kreativ-Pool (“Un polo creativo da 50 anni”), URL: https://www.all-in.de/allgaeu/seit-50-jahren-ein-kreativ-pool-104147038.

Teniamo a rivolgere un particolare ringraziamento a Florian Bernreuther per l’aiuto e per i documenti fornitici, e all’archivio cittadino di Kempten per l’aiuto e la gentile intermediazione. 

Bibliografia

DOI:

Carteggi


Dalla lettera di Kordula Bernreuther scritta in data 13 settembre 1962 si ricava che la lettura di Ist das ein Mensch? risale probabilmente allo stesso anno, e soprattutto che il libro viene letto dall’intero nucleo familiare. È anche a nome del marito e dei figli che Kordula si rivolge all’autore, come lei stessa tiene a sottolineare:

«Ho letto di recente il Suo libro Se questo è un uomo e ne sono rimasta profondamente colpita e sconvolta, così come mio marito e i miei figli, e dunque è anche a nome loro che desidero scrivere».

Un elemento, questo, che rivela qual è il clima culturale che si respira in famiglia. La lettera di Kordula Bernreuther è molto breve, e ha il solo scopo di manifestare vicinanza e gratitudine all’autore: «non desidero affliggerLa o annoiarLa con parole di compassione», scrive infatti Kordula, ma solo «ringraziarLa per la Sua nobile statura morale».

C’è un elemento però che merita attenzione, ed è il riferimento all’assenza di odio verso gli aguzzini; «nel Suo libro non c’è traccia d’ira o disprezzo verso i Suoi aguzzini». Si tratta di un’osservazione particolarmente acuta, segnatamente perché nella prefazione all’edizione tedesca del libro non figura quanto Levi scrive nella prefazione italiana, dov’è invece specificato che l’intenzione dell’autore non è di «formulare nuovi capi d’accusa» nei confronti dei suoi carnefici. Anche altre corrispondenti di Primo Levi noteranno la stessa cosa in momenti diversi (cfr. Lettera 110 e Lettera 169).   

A Kordula Bernreuther, Primo Levi risponde un mese più tardi in lingua italiana. Di questa lettera non è rimasta traccia nell’archivio dell’autore; se oggi possediamo la risposta è grazie a Florian Bernreuther, figlio di Kordula, che ce ne ha gentilmente fornito una copia. La lettera era inserita, insieme a un necrologio dell’autore, all’interno del volume Die Atempause (edizione Wagner del 1964), traduzione tedesca de La tregua.  

Nella sua risposta, Levi ringrazia e si dice confortato dalle lettere che gli giungono dalla Germania («un grande e terribile paese»), che gli portano conforto ma soprattutto, come si esprime, la «convinzione di non aver scritto invano». Quindi chiosa: «mi auguro che molti tedeschi di oggi ragionino e sentano come Lei». 

Tutte le lettere


Lettere di Kordula Taube-Bernreuther 


106. Kordula Bernreuther a Primo Levi, 13 settembre 1962

Lettere a Kordula Taube-Bernreuther 


107. Primo Levi a Kordula Bernreuther, 13 ottobre 1962

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